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In Basilicata le sedi provinciali di Coldiretti pronte per la somministrazione dei vaccini


Ci sono anche le due sedi provinciali di Coldiretti, quella di Potenza e quella di Matera, “eleggibili”  per la somministrazione dei vaccini anti Covid dalla struttura di supporto al Commissario Straordinario all’Emergenza epidemiologica. La comunicazione è stata inviata nei giorni scorsi alle Regioni. “ Da subito abbiamo offerto la nostra disponibilità – evidenzia il presidente  di Coldiretti Basilicata, Antonio Pessolani – perché siamo convinti che ognuno debba fare la sua parte in questo momento di emergenza. E’ stato stimato che l’accelerazione della campagna di vaccinazione vale per l’Italia 350 milioni al giorno per la ripresa anticipata nei consumi con un effetto positivo a valanga sull’economia e sull’occupazione. Un obiettivo da raggiungere anche con le somministrazioni sui luoghi di lavoro grazie alla collaborazione concreta delle associazioni di rappresentanza come la Coldiretti”.

Ad oggi sono stati “approvati” come punti vaccinali già in possesso di tutti i requisiti richiesti circa 200 sedi Coldiretti e circa 50 sedi aziendali con molte Regioni che hanno già avviato incontri operativi con le strutture territoriali della Coldiretti per l’attività di vaccinazione con l’obiettivo di coinvolgere 1,5 milioni di dipendenti, agricoltori e addetti alla filiera agroalimentare Made in Italy. Per l’organizzazione agricola lucana, inoltre, è importante anche l’introduzione  del green pass europeo che potrà salvare tanti raccolti anche in Basilicata  con l’arrivo di lavoratori europei specializzati nelle campagne lucane fermati alle frontiere dall’emergenza Covid. “L’arrivo annunciato per la metà di giugno del green pass europeo per turisti e lavoratori annunciato dal premier Draghi – sottolinea il direttore provinciale di Potenza della Coldiretti, Franco Carbone – è fondamentale. Un documento importante per consentire la libera circolazione dei lavoratori che verranno impegnati nella raccolta di frutta, verdura e ortaggi. Spesso si tratta di lavoratori che da anni collaborano per garantire professionalità ed esperienza alle imprese agricole – conclude Carbone – e che ogni anno attraversano il confine per poi tornare nel proprio Paese e nella nostra Basilicata”.

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