I Consultori familiari a 40 anni dalla loro nascita tra passato, presente e futuro

di Bruno Masino

 I Consultori Familiari (CF) furono istituiti nel 1975 con la Legge n. 405. Essi sono servizi di base finalizzati alla tutela della salute della donna, dell’età evolutiva e delle relazioni di coppia e familiari. La loro istituzione, pertanto, tra l’altro alcuni anni prima della rivoluzionaria Legge n. 833 che, tra gli altri principi  sancì anche quello della prevenzione delle malattie, fu veramente rivoluzionaria e, per tale ragione, ben si colloca in quel periodo storico che ha segnato una fase molto importante per ridisegnare o, più precisamente, disegnare il modello di assistenza sociosanitaria del Paese. In proposito non va dimenticata la Legge 180/78, conosciuta come legge Basaglia che ha sancito la chiusura dei manicomi e la Legge 194, sempre del 1978, recante “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”.

Ritornando ai Consultori Familiari (CF), altri momenti importanti succedutisi negli ultimi lustri sono stati il Progetto Obiettivo Materno Infantile (POMI) approvato nel 2000, iL DPCM sui Livelli Essenziali di Assistenza nel 2001, l’Accordo Stato Regioni per l’adeguamento delle reti consultoriali regionali del 2010, il DPCM sui nuovi LEA ed il Piano Nazionale Fertilità e del Piano Nazionale Infanzia e Adolescenza, entrambi del 2017. Nel 2008, inoltre, si è svolta la Prima Indagine conoscitiva sull’organizzazione e l’attività dei CF con l’obiettivo di fare il punto, a distanza di oltre 20 anni dalla loro istituzione, sui modelli organizzativi implementati, le attività svolte, e la loro diffusione sul territorio nazionale. È, infine dell’ultimo anno, e quindi a distanza di oltre 40 anni dalla loro istituzione, la Seconda Indagine conoscitiva su organizzazione e attività dei CF. Essa,  dal titolo “Analisi delle attività della rete dei consultori familiari per una rivalutazione del loro ruolo con riferimento anche alle problematiche relative all’endometriosi”, è stata promossa e finanziata dal Ministero della Salute attraverso il Centro per il Controllo della Malattie (CCM) e coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità. L’indagine ha preso avvio nel gennaio 2018 con durata prevista di due anni. In questa sede si riportano gli esiti principali dell’indagine.

Obiettivi dell’indagine e metodologia di lavoro

Gli obiettivi e i metodi dell’indagine, secondo un ben definito cronoprogramma articolato nel corso di due annualità, sono stati i seguenti:

  • Coinvolgere tutte le Regioni identificando i diversi referenti del progetto a livello locale
  • Creare un Comitato Tecnico a supporto delle varie fasi del progetto
  • Individuare le aree d’interesse e definire gli strumenti di raccolta dati
  • Creare una scheda informatizzata per l’inserimento dei dati via web e testarla
  • Implementare la raccolta dati presso i CF e monitorare il tasso di partecipazione e la completezza della rilevazione
  • Analizzare i dati raccolti individuando le buone pratiche e promuovendo una rivalutazione dei CF anche alla luce dei bisogni socio-sanitari emergenti
  • Ideare e realizzare un piano di comunicazione dei risultati del progetto e un convegno nazionale per presentare e discutere i risultati ottenuti con i principali portatori di interesse.

Da evidenziare come tutte le Regioni e Province Autonome abbiano aderito al progetto. Evidentemente la fase di preparazione  e, soprattutto, la comunicazione in merito alle finalità dell’indagine hanno permesso di ottenere questo  importante risultato.

Sono stati interessati gli adolescenti, le coppie, le famiglie, le donne ed i migranti, che hanno rappresentato la popolazione target.

Principali risultati emersi:

Numero di CF in Italia

Il primo importante dato emerso è che in Italia vi sono pochi CF rispetto ai bisogni della popolazione. Si registra, infatti, un numero di 1800 CF, con un rapporto di 1 ogni 35.000 abitanti, mentre lo standard raccomandato è di 1 ogni 20.000 abitanti. È questo uno dei dati emersi dall’indagine su 1800 consultori italiani condotta tra novembre 2018 e luglio 2019 nell’ambito del progetto CCM

I servizi offerti

 La quasi totalità dei CF (più del 98% ) è impegnata nell’ambito della salute della donna. Più del 75% si occupa di sessualità, contraccezione, percorso IVG, salute preconcezionale, percorso nascita, malattie sessualmente trasmissibili, screening oncologici e menopausa e postmenopausa. L’81% dei CF offre servizi nell’area coppia, famiglia e giovani e gli argomenti più trattati sono la contraccezione, la sessualità e la salute riproduttiva, le infezioni/malattie sessualmente trasmissibili e il disagio relazionale. Importante l’azione dei CF svolta nelle scuole laddove  il tema più frequentemente trattato è l’educazione affettiva e sessuale (il 94%), seguito dagli stili di vita, dal bullismo e dal cyberbullismo. Fa eccezione la Basilicata che è l’unica Regione in cui non sono stati sottoscritti atti di collaborazione tra AA.SS.LL. e Scuola.

Le figure professionali coinvolte

 Il ginecologo, l’ostetrica, lo psicologo e l’assistente sociale sono le figure professionali più rappresentate nei consultori. Si registra una notevole variabilità di organico tra le diverse Regioni. Se si prende a riferimento il numero medio di ore lavorative settimanali per 20.000 abitanti previste per le diverse figure professionali, si rileva che solo 5 Regioni del Nord raggiungono lo standard atteso per la figura dell’ostetrica, 2 per il ginecologo, 6 per lo psicologo e nessuna per l’assistente sociale che al Sud registra un numero medio di ore settimanali (14) che è quasi il doppio rispetto al Centro (8 ore) e al Nord (9 ore).

Unica Regione che assicura un numero di ore Superiore alla media nazionale sia per ginecologi, sia per ostetriche, è l’Emilia Romagna. La Basilicata, invece, non raggiunge la media in nessuna delle due voci.

Il ruolo dei consultori per la tutela e la promozione della salute

 Da una prima analisi emerge che i CF risultano un servizio molto importante per la tutela della salute della donna, del bambino e degli adolescenti. Essi svolgono un’insostituibile funzione di informazione a sostegno della prevenzione e della promozione della salute della donna. Inoltre, supportano e seguono le donne in gravidanza e nel dopo parto, collaborano ai programmi di screening del tumore della cervice uterina. Infine, assicurano il necessario  supporto a coppie, famiglie e giovani. Tutti questi compiti sono però svolti con differenze tra aree geografiche per cui sono auspicabili interventi migliorativi al fine di raggiungere una omogenizzazione e dell’offerta a garanzia di pari diritti. Importantissimo, in ultimo, il ruolo svolto dai CF per la promozione della procreazione consapevole e responsabile. Essi hanno contribuito a ridurre le Interruzioni Volontarie di Gravidanza nel Paese di oltre il 65% dal 1982 al 2017.

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