Politica

Gruppo regionale Pd: la Basilicata è pronta a ripartire?

Per Cifarelli e Pittella “Urge pensare alla cosiddetta ‘Fase 2’ e ad una Cabina di regia per la programmazione con il coinvolgimento di tutti i soggetti sociali e politici, al di lá di steccati ma nella distinzione dei ruoli”

“La sequenza dei contagi in Basilicata negli ultimi dieci giorni (16, 1, 2, 3, 0, 8, 4, 2, 4, 0) se da un lato ci dice che le restrizioni hanno prodotto effetti positivi, dall’altro ci invita alla cautela. É presto per dire che siamo fuori dall’emergenza. Senza allentare troppo le redini, é il tempo di programmare la ripresa”.

Così i consiglieri regionali del Partito democratico, Roberto Cifarelli e Marcello Pittella, che chiedono: “ Ma la Basilicata è pronta? Sono ancora troppo deboli, seppur lodevoli, gli sforzi finora fatti per ridare ossigeno all’asfittica economia lucana. Si susseguono comunicati di singoli esponenti politici e di forze politiche, di governo come di opposizione, per farsi vanto di questa o quella misura adottata con gli ultimi provvedimenti. Tutte misure da noi auspicate fin dal 12 marzo, allorquando ci permettemmo di inviare una missiva all’indirizzo del Governo regionale, poi ampliata dal documento costruito insieme ai colleghi del centrosinistra agli inizi di aprile. In quei documenti indicavamo strade ben precise, dal sostegno alle partite Iva, alla necessità di piccoli prestiti, dagli interventi per le famiglie fragili, al fondo rotativo per le imprese, e tutta una serie di provvedimenti che ancora non si vedono ma che auspichiamo possano essere presi in considerazione al più presto. Misure che da sole, é evidente, non ci faranno uscire dalla crisi”.

“La ripresa sarà difficile e complicata ed il Governo nazionale avrà il compito di offrire a tutte le regioni e a tutti i cittadini una cornice di riferimento tanto scientifica quanto economica nella quale tener conto anche delle peculiarità regionali. Siamo di fronte – dicono i consiglieri Pd – ad una sfida inedita che necessita di vera unità istituzionale e politica affinché i cittadini si sentano rassicurati ed abbiano la certezza che le autorità stiano operando nell’interesse esclusivo della salute pubblica e del bene collettivo.E’ evidente che nulla sarà come prima e che la Basilicata avrà bisogno ora come non mai di un piano di sviluppo strategico che, però, non potrà seguire i canoni ordinari che abbiamo conosciuto fin qui, e neanche i ritardi che hanno contraddistinto l’avvio dell’attuale legislatura regionale.Urge, pertanto, pensare alla cosiddetta ‘Fase 2’ e ad una Cabina di regia per la programmazione con il coinvolgimento di tutti i soggetti sociali e politici, al di lá di steccati ma nella distinzione dei ruoli, per dare un contributo reale ai bisogni della nostra terra. E’ necessario far ripartire presto in sicurezza la Basilicata: riaprire le fabbriche, i luoghi di lavoro, di cultura, rilanciare il turismo. Ed occorrerà ripensare tutto: sanità e welfare, un nuovo modello scolastico, una diversa impostazione dei rapporti tra centro e periferia, una riorganizzazione della Pubblica Amministrazione.Occorrerà ripartire dal lavoro e dalla sicurezza dei suoi luoghi declinata in versione Covid.  Occorrerà rimettere in moto l’edilizia e ridurre la burocrazia.Occorrerà tener conto ancor di più del tema dello spopolamento e del dissesto idrogeologico, sostenendo i comuni ed i sindaci, in questa fase veri eroi insieme a tutto il personale medico e paramedico. Anche nei confronti dell’Unione Europea è necessario un altro approccio. Il dopo covid-19 non può essere gestito con gli strumenti economici e burocratici che, tra l’altro, hanno fatto si che i cittadini percepissero l’Europa come un ostacolo più che come una opportunità.E questo vale anche per la Basilicata. Definire oggi cosa dovrà essere la Nostra Regione in una Europa profondamente cambiata è indispensabile se vogliamo evitare di allontanarci ulteriormente dalle medie nazionali”.

“Svimez – sottolineano Cifarelli e Pittella – a questo proposito, già prefigura gli scenari che potrebbero determinarsi con la fine dell’emergenza. In questo caso il fattore tempo diventa ancor di più variabile fondamentale per evitare che la Basilicata sprofondi in una crisi economica e sociale con un PIL in perdita ben oltre il 10 per cento. In questa fase di emergenza sembra sospesa anche la democrazia. Il Consiglio regionale si è riunito in via telematica per approvare in fretta e senza discussione la manovra economica 2020/22 e per evitare il blocco dei trasporti, ma non si è mai riunito per discutere dei temi legati all’emergenza sanitaria, sociale ed economica; le Commissioni consiliari non si riuniscono da oltre un mese e mezzo. Riteniamo che il Presidente Bardi abbia il dovere di riferire in Consiglio sulla situazione. Non è possibile continuare ad assistere a comunicazioni istituzionali insufficienti come accaduto anche per la localizzazione dell’ospedale da campo donata dal Quatar, solo per citare un esempio. Nei prossimi giorni sarà necessario discutere di futuro, di sviluppo, di sperimentazioni, di riconversione industriale sulla strada della green economy, di reti, di investimenti nelle aree interne, di agricoltura, di cultura e turismo per offrire ai lucani una via d’uscita positiva ad una crisi che rischia di ricacciarci tutti indietro”.

“Non si può immaginare un domani con il segno meno, né interesserà lo stucchevole gioco dello scarica barile di chi vorrà attribuire responsabilità a quelli del passato, al destino cinico e baro, al governo nazionale o all’altra forza politica. E’ evidente che da una emergenza di questa natura o si esce tutti insieme o non se ne esce affatto. Pur dall’opposizione abbiamo già dato dimostrazione di voler contribuire con il nostro apporto di idee a questa nuova fase. Chi pensa di poter trarre vantaggi agendo con spirito di parte – concludono Cifarelli e Pittella – siamo convinti non andrà lontano, con il rischio, però, di condannare la Basilicata alla depressione economica e sociale”.

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