Grave carenza di dirigenti in Arpab. Interessi di pochi continuano a prevalere su quelli più generali del controllo ambientale

Nonostante gli annunci e la sbandierata attenzione da parte della nuova giunta regionale verso l’Arpab, la paradossale situazione in cui versa l’ente, con la sua penuria di personale della dirigenza e del  comparto, continua a non trovare una soluzione.

Interessi particolari e di pochi continuano a prevalere rispetto a quelli più generali di un organismo deputato a funzioni delicatissime quali quelle dei controlli ambientali.

Apprendiamo da una recente delibera del 2 settembre scorso che, nonostante la grave carenza di personale dirigente aggravata dai recenti pensionamenti dovuti anche a quota 100, a tutt’oggi un dirigente assunto all’Arpab dal 2017 prosegue il suo incarico dirigenziale con contratto a tempo determinato  presso la Regione Basilicata.

E ancora, rileviamo che anche il posto da dirigente dell’ufficio Aria di Potenza, per cui era stato designato il vincitore del bando di mobilità esterna il 26 febbraio 2019, risulti tutt’ora non ricoperto a causa dello svolgimento di un incarico dirigenziale a tempo determinato in Regione Basilicata.

Al di là dei proclami, sembrerebbe che l’Arpab non sia una priorità.

Basti pensare a quello che sta succedendo al dipartimento di Matera, che seppure dotato di una nuova magnifica sede acquistata con fondi regionali e corredato di laboratorio chimico strumentale, versa in una condizione di criticità operativa assoluta dovuta al presenza di due soli dirigenti impossibilitati a far fronte  alle ferie dei colleghi nei vari settori/uffici del dipartimento nonostante gli interim ricoperti. Ne è esempio l’ultimo collocamento a riposo dell’unico dirigente chimico  presente, risalente a marzo scorso:  da allora non è stato previsto alcun concorso nè alcun bando di mobilità per i dirigenti al dipartimento di Matera, che si è ridotto da sei a due unità dirigenziali, numericamente insufficienti finanche a garantire i turni mensili di reperibilità  nel rispetto del numero  consentito  dal contratto collettivo nazionale della sanità.

Chiediamo pertanto al presidente della Giunta Vito Bardi, all’assessore all’Ambiente Gianni Rosa e al direttore dell’Arpab di porre rimedio celermente a una situazione che potrebbe avere serie ripercussioni sulle attività di controllo dell’agenzia e avere riflessi negativi sull’organizzazione del lavoro dei dipendenti sottoposti a numerose difficoltà operative e a ingiustificati carichi di lavoro. L’Arpab non può aspettare, non possono aspettare le esigenze di tutela dell’ambiente e della salute dei lucani.

Segretaria generale

Fp Cgil Potenza

Giuliana Pia Scarano

 RSU e dirigenza Cgil Arpab

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