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Giornata Mondiale dell’Acqua: autoregolamentazione etica e comportamentale da parte dell’ intera società

Autoregolamentazione etica e comportamentale da parte dell’ intera societa’ che richiama persone, imprese, mondo della ricerca, istituzioni e politica ad un nuovo e più responsabile agire.  Credo che questo possa essere il significato più autentico della Giornata Mondiale dell’Acqua.

Alcune riflessioni e idee-proposte. Intanto, è tempo di introdurre   una profonda rivisitazione circa le modalità e i metodi di utilizzo, oltre che gestione a partire da quei settori macro utilizzatori e fra questi in primo luogo il settore agricolo che deve dare prova efficace, oltre che di coerenza di sequenzialità e concretezza,  ponendosi in prima linea per  affermare l’uso sostenibile  del capitale natura in generale e quello  dell’acqua in particolare , agendo nel quotidiano per rendere concreto il principio che l’agricoltura utilizza l’acqua e non  la consuma, partendo dalla reiniezione delle falde e attuando tutte le regole del codice ambientale a partire da  quello che chi inquina paga. Riqualifica e bonifica due principi che sono alla base di processi virtuosi e  formidabili deterrenti per persone e imprese oltre che del nuovo percorso Europeo del NEW GRENN DEAL.

Per fare tutto questo e’ necessario dare seguito  alla completa attuazione e al totale rispetto delle  norme che disciplinano la materia acqua a partire dalla madre delle direttive Ue che la n.60/2000, la quale a distanza di oltre 20 anni ancora non vede la sua  integrale e completa  attuazione, come pure risulta  fondamentale nel nostro paese completare il processo di adeguamento della governance sia operativa, sia funzionale che quella istituzionale.  Aspetti questi che sottovalutiamo e che intersecano con questa tematica e sono di estrema rilevanza. Si avverte  sempre più indifferibile l’esigenza di dare corso e rafforzare nuovi soluzioni sul versante delle strutture di accumulo e distribuzione che avvalendosi delle più innovative e  moderne soluzione  tecnologiche si prefiggono di ottimizzare consumi, favorire  risparmi  favorendo soluzioni virtuose a partire dal riutilizzo, passando al riciclo delle acque (reflue, di vegetazione, depurazioni) per praticare realmente il principio di fare meglio con meno ed elevando nel contempo sia sul versante quali-quantitativi i volumi di risorsa disponibili per usi plurimi  sia i costi per una effettiva sostenibilità.

A queste considerazioni di carattere generale se ne aggiunge un’altra ancora più rilevante e sostanziale oltre che di prospettiva che richiama tutti a nuovi virtuosi comportamenti. Questa giornata impone di soffermarci  sulle tematiche afferenti i cambiamenti climatici.   Si tratta di una ulteriore e complessa sfida globale, sociale ed  economica,  che richiama una lungimirante pianificazione finalizzata a mitigare e cercare di governare tali fenomeni a partire dall’ efficientamento delle infrastrutture di accumulo nel nostro paese e nella nostra Regione. Tale opzione può essere la soluzione per coniugare e far fronte a fenomeni meteorici sempre più estremi e anomali, a tali nuovi e sempre più ricorrenti fenomeni bisogna contrapporre nuovi e efficienti sistemi di accumulo finalizzati a trattenere le    disponibilità della risorse per utilizzare quando serve e per gli usi plurimi a   partire dal potabile.     Per questo e necessario accelerare e concretizzare nel nostro Paese il piano irriguo e quello degli invasi . Diventa quanto più urgente avviare micro e macro interventi tesi ad efficientare gli invasi esistenti e dar vita ad un preciso e funzionale  reticolo di strutture di accumulo minore allo scopo di realizzare un sistema interconnesso con l’obiettivo di dare gestire la risorsa dando soluzioni sul versante di scambi, compensazioni, laminazione,  vettoriaramento in grado di trattenere la risorsa in caso di eccedenze senza disperderla come spesso avviene.

Un’ ultima considerazione riguarda l’ esigenza di manutenere e presidiare il reticolo fluviale nel paese e specificatamente nella nostra Regione (un plauso per quanto si sta facendo con il contratto di fiume Noce/Sinni). Sono interventi non solo di messa in sicurezza ma di scelte di pianificazione e per una rinnovata competitività dei territori che possono ricevere benefici in quanto produttori di risorsa sui quali innestare un diffuso sistema di produzione di energia  idroelettrica pulita, diffusa e sostenibile  alla base di sistemi economici di prossimità in ambito locale.

Se riusciremo ad aprire un confronto serio e approfondito su queste tematiche riempiremo di contenuti concreti una ricorrenza che specie nella visione di nuovo sviluppo del dopo pandemia non lascia spazi alla retorica.

Donato Distefano, vice presidente nazionale ANBI, direttore Cia-Agricoltori Potenza e Matera

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