Politica

Giorgia, Giulio, la Kreab e l’Italia dei gattopardi




Pubblichiamo un intervento di Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali lucani,  a proposito delle prossime elezioni politiche.

I bene informati dicono che l’ex ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, già ministro del governo Monti, sarà uno dei “pezzi da novanta” candidati nel partito di Giorgia Meloni.

Quello che in pochi sanno, invece, è che il divo Giulio da qualche anno ricopre la carica di Presidente del “Global Commitee for the rule”, associazione di area radicale, con sede in via di Torre Argentina, che sostiene di battersi per il diritto alla conoscenza.

Peccato, però, che il buon Terzi il diritto alla conoscenza eviti accuratamente di praticarlo quando si tratta di far conoscere, ai suoi compagni e ai cittadini tutti, il ruolo di lobbista che ricopre in seno alla Kreab, una delle prime cinque società di consulenza per gli affari europei.

Nel maggio del 2021, quei gran rompiscatole di Corporate Europe, un gruppo di ricerca che fa le pulci ai gruppi di pressione che operano a Bruxelles e dintorni, riferiva una interessante storiella riguardante Carl Bildt, “collega” del buon Terzi. Nello stesso maggio 2021, infatti, Bildt, già primo ministro svedese, nel criticare, in un’intervista concessa a “Politico”, la decisione della Commissione Europea di portare AstraZeneca in tribunale per la mancata consegna dei vaccini, dimenticava di segnalare alla redazione della Newsletter il ruolo di rilievo che tutt’ora ricopre in seno alla Kreab, che ha avuto nel suo portafoglio clienti proprio Astrazeneca.

Quisquilie, pinzillacchere, avrebbe detto Totò. Quel che colpisce in questa storia è che il Sant’Agata, campione del diritto alla conoscenza a corrente alternata, nulla abbia avuto da dire sulla omissione dell’ex Ministro Bild e attuale vicepresidente Kreab.

Questo per non dire che fa decisamente storcere il naso il fatto che Terzi figuri tra i consulenti senior della Kreab, che vanta nel suo portafoglio clienti società quali Goldman Sachs, Mitsui, Intesa San Paolo, Amazon, Facebook e Google. Sì, anche quella Google che giustamente la docente di Harvard, Shoshana Zuboff, inserisce tra i pionieri del “Capitalismo della sorveglianza”.

Chissà, forse sarà per questo che il nostro Ambasciatore ha accettato il ruolo di consulente senior in seno alla Kreab e sarà per questo che si è guardato bene dal farlo sapere in giro. Quel che è certo, e lo dico avendolo conosciuto, è che il buon Marco Pannella si starà rivoltando nella tomba.

Non so perché, ma pensando a queste elezioni e alle alterità che non ci sono, mi viene in mente l’Italia del Gattopardo: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.

Lei è Giorgia, lui è Giulio e noi non siamo un…..

 

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