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Donato Donnoli eletto Governatore del Distretto 2120-Italia del Rotary International

Donato Donnoli, medico e responsabile del Servizio Dipendenze (SerD) di Villa d’Agri, è stato eletto Governatore del Distretto 2120-Italia del Rotary International. “I miei sforzi – dice – saranno soprattutto orientati a trasmettere il senso di partecipazione motivata alle attività della nostra Associazione”.  Allo stato attuale il Distretto 2120 conta 55 Club con circa 2500 soci ed è una delle più attive realtà presenti in ambito interregionale (Puglia e Basilicata).

Per lei cosa rappresenta questa nomina di Governatore all’interno del Rotary?

Non è una nomina, ma una elezione a Governatore del Distretto 2120-Italia del Rotary. Sento, perciò, la necessità di ringraziare, per la stima e l’affetto, i rotariani del Distretto che mi hanno eletto nel 2016 (nel Rotary il Governatore, per il tipo e l’onerosità dell’impegno, viene eletto tempo prima e assume l’incarico due anni dopo). Il Distretto 2120 del Rotary conta, allo stato, 55 Club con circa 2500 soci ed è una delle più attive realtà presenti in ambito interregionale (Puglia e Basilicata) in quel particolare campo associativo che è teso ad attuare progetti di “bene comune” verso le comunità. Nel mondo, poi, i rotariani sono più di 1 milione e 200mila presenti in circa 35mila Club.

Con quale spirito si accinge ad affrontare il suo anno di Governatore?

I miei sforzi saranno soprattutto orientati a trasmettere il senso di partecipazione motivata alle attività della nostra Associazione affinché corale, fattivo e mosso dai nostri valori sia il nostro impegno orientato a svolgere azioni concrete, sostenibili e durature per le comunità presenti nel mondo (attraverso quella che noi chiamiamo Azione Internazionale che viene sostenuta e finanziata dalla Fondazione Rotary) e per le comunità presenti dalle nostre parti (con azioni svolte a seguito di progetti di servizio elaborati dai Rotary Club locali).

Quale è la missione e l’obiettivo che vi prefiggete di perseguire?

I termini “missione” ed “obiettivo” evocano un “viaggio”. Come rotariani, il nostro “viaggio” avviene nella società, osservando la società ed osservando le “fragilità” presenti nelle comunità vicine e lontane da noi. Da queste osservazioni nascono, poi, i nostri progetti realizzati secondo le nostre possibilità e le nostre capacità (e a tal proposito, mi piace ripetere una frase, che spesso cito, del compianto Giudice Borsellino : “Nel nostro piccolo, ognuno per quello che può, ognuno per quello che sa”). Un “viaggio” si fa verso una “meta”. La nostra “meta rotariana” è individuata dalla nostra visione. Nel gennaio di quest’anno ho partecipato, con mia moglie Enrica, all’Assemblea Internazionale del Rotary a San Diego, in California. In quella occasione, il nuovo Presidente del Rotary International ha fatto conoscere a noi Governatori e a tutta la comunità rotariana del mondo la versione aggiornata (ricordiamoci che il “viaggio” è, per definizione, “cambiamento”, seppur nella continuità del percorso) della nostra visione: ”Crediamo in un mondo dove tutti i popoli, insieme, promuovono cambiamenti positivi e duraturi nelle comunità vicine, in quelle lontane, in ognuno di noi”. Analizzando questa visione si comprende chiaramente la nostra missione e il nostro obiettivo che può essere sintetizzato con lo slogan adottato, nel 1947, dalla Fondazione Rotary per far comprendere le sue attività: “Fare del bene nel mondo”. Vorrei sottolineare che questa visione, nella sua ultima parte dell’enunciato, offre un umile e splendido insegnamento, direi “dono”, a tutti noi rotariani perché nell’agire promuovendo cambiamenti nelle comunità, noi promuoviamo cambiamenti e miglioramenti anche in noi stessi.

Con quali Enti il Rotary intrattiene rapporti di collaborazione e perché?    

Occorre dire che il Rotary agisce sempre utilizzando propri fondi provenienti dai contributi dei soci e non ricorre mai ad utilizzo di sovvenzioni o contributi elargiti da Enti o Istituzioni. La collaborazione con Enti od altro, se richiesta, può esservi, ma il Rotary agisce sempre con fondi propri. A tal proposito, forse è il caso di dare una definizione del Rotary per chiarire che cosa è e che cosa fa: Il Rotary è una Associazione di Club di servizio che promuove l’intesa mondiale, la buona volontà e la pace operando nei settori della salute, dell’educazione, della promozione del territorio e della lotta alla povertà  attraverso progetti elaborati, finanziati e realizzati dai rotariani.

 Alcuni pensano che i Rotary Club siano esclusivi e chiusi, possiamo sfatare questo mito?

Grazie per questa domanda! Le rispondo che il prestigio che, negli anni, si è creato attorno al Rotary, per la sapiente ed avveduta leadership espressa nelle comunità in cui opera in virtù del suo impegno sociale, ha fatto sì che si creasse, in alcuni, l’idea di questo mito “verticistico” ed “elitario” cui lei ha accennato. In tutto ciò vi è, a volte, anche qualche responsabilità anche da parte dei rotariani in termini di “difficoltà di comunicazione” in una epoca dove la “comunicazione” è importante. Noi siamo la più antica Associazione di Club di Servizio al mondo (1905). Quello che noi facciamo è riconosciuto da tanti e dappertutto, a volte, però, siamo proprio noi rotariani che non ci accorgiamo dell’evidenza dei nostri risultati filantropici. Dobbiamo, perciò, rafforzare in noi il senso della giustezza di ciò che facciamo e farlo conoscere. Faccio un esempio: per il grande progetto rotariano End Polio Now, teso ad eradicare, nel mondo, la poliomielite, noi stiamo facendo vaccinare 450 milioni di bambini ogni anno. E’ questa una delle risposte che posso dare per “sfatare” questo mito.

Quale è il suo motto?

Un motto rappresenta un momento di sintesi di un pensiero o di una azione. Per questo anno, il motto scelto dal Presidente Internazionale del Rotary, Barry Rassin è: “Siate di ispirazione”. Riflettiamo allora sul fatto che l’ispirazione consiste nel far emergere e trasparire le proprie intenzioni (mente) e i propri sentimenti (cuore). Nel Rotary le nostre intenzioni e i nostri sentimenti sono rivolti a promuovere cambiamenti in comunità vicine e lontane, ma sempre a noi presenti perché è la “fragilità” vissuta, ancora, in alcune comunità che a noi interessa. Di fronte alla “fragilità” viene naturale operare verso la costruzione di una “solidità” (che evita,cioè, la “rottura”) ed è dal termine di “solidità” che nasce il termine di “solidarietà”. E allora, sulla scia della esortazione di Barry Rassin, sento di poter proporre, per il nostro Distretto, la visione che caratterizzerà il mio anno di servizio rotariano quale Governatore: “Ispirati dai nostri valori, operiamo, con mente e cuore, per la solidarietà”.

Vincenzo Scarano

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