Covid-19, centrosinistra presenta proposte al presidente Bardi

In una video conferenza stampa i consiglieri Trerotola, Cifarelli, Braia, Polese e Pittella hanno fatto il punto sull’emergenza sanitaria ed economica e hanno presentato una serie di proposte per i lucani

I consiglieri regionali del centro sinistra, Carlo Trerotola (Pl), Roberto Cifarelli e Marcello Pittella (Pd), Luca Braia e Mario Polese (Iv) in una video conferenza stampa, che si è svolta questa mattina, hanno fatto il punto sull’emergenza covid-19 e hanno presentato un documento con una serie di proposte al presidente Bardi tese ad affrontare l’attuale situazione sanitaria e la grave crisi economica che sta riguardano i settori produttivi della Basilicata.

Da parte degli esponenti del centro sinistra il primo pensiero è andato a tutte le persone che non ci sono più a causa della pandemia in atto e alle loro famiglie, agli operatori sanitari, alle associazioni di volontariato. Da tutti è giunta la volontà di collaborare in maniera costruttiva, di offrire contributi al Governo regionale consapevoli che chiunque si fosse trovato a governare in questo momento il Paese e la Regione avrebbe avuto difficoltà ad affrontare la situazione.

“Il sentimento di dolore di ciascun di noi vissuto per le tante persone che non hanno superato questa pandemia – ha detto Trerotola aprendo la conferenza stampa – diventa ancora più dirompente quando vengono a mancare amici o parenti. In questi casi, la paura avanza e si fa più ingombrante. Rispetto ai decessi avvenuti nella nostra regione, occorrerà verificare se ci sono delle responsabilità, come sta facendo la commissione istituita dal presidente Bardi. Siamo tutti consapevoli che siamo in una emergenza straordinaria e, per questo, sono cauto nel fare politica nel senso stretto della parola, non è che non voglio dare giudizi ma è un momento complesso e delicato e chiunque si sarebbe trovato in difficoltà nel gestirlo. Ciò che dobbiamo fare è offrire degli stimoli costruttivi alla maggioranza per il bene della regione e non cercare il capro espiatorio, questo se proprio necessario, lo faremo in seguito. E’ il momento in cui non deve esistere maggioranza e minoranza. In questa fase dobbiamo lavorare per tutti gli operatori sanitari che lavorano con dedizione e sacrifici in prima linea, a loro va il nostro ringraziamento, e parole di gratitudine vanno alle Associazioni di volontariato per il prezioso ruolo che stanno svolgendo. Non dimentichiamo che a breve ci sarà emergenza sociale, le piccole realtà avranno ancora più problemi. Sarebbe auspicabile avvalersi di esperti, coadiutori pronti a dare consigli. Non si tratta solo di programmare ed elargire contributi, il tema è come operare, come proseguire nella fase di ripresa per le piccole realtà produttive. Rispetto all’utilità nel fare i tamponi a tutti, occorre ricordare che nel momento in cui il Governo centrale destina determinate quote bisogna poi fare i conti con ciò che si ha”.

“E’ il momento della responsabilità e della collaborazione costruttiva ma per essere tale deve essere anche critica”. Lo ha detto Roberto Cifarelli che ha evidenziato la difficoltà ad interagire con il governo regionale e con il presidente Bardi che “a 40 giorni dall’avvio dell’emergenza, solo tre giorni fa ci ha incontrati insieme alla task force. Abbiamo offerto la nostra collaborazione a più riprese e, in questi giorni, abbiamo denunciato che qualcosa non funziona nella catena di comando, nel rapporto all’interno della task force e tra task force, unità di crisi e territorio. In questi 40 giorni si sono aperti più fronti, quello dei medici di medicina generale, dei sindaci con l’Anci che ha chiesto l’istituzione di un commissario. Critiche aspre sono arrivate dai sindacati e anche dalla stessa maggioranza. Se in Basilicata una persona su tre è in terapia intensiva sul totale dei ricoverati, qualcosa non funziona”. “Tre – ha proseguito Cifarelli – sono i pilastri su cui si basa il nostro documento, emergenza sanitaria, emergenza sociale ed economica. Chiediamo solidarietà per le famiglie fragili e per i soggetti fragili. Immaginiamo un fondo di microcredito che possa andare incontro alle esigenze dei piccoli imprenditori con il contributo di 5 mila euro da restituire in 10 anni. Occorre un Osservatorio sui prezzi ed evitare che questi aumentino. C’è poi il tema della sospensione di tributi e tasse locali. Per le imprese più grandi pensiamo a un fondo di garanzia.  Per il turismo occorre un impegno particolare dell’Apt nei prossimi mesi per far sì che la Basilicata resti al centro dell’offerta turistica oltre che prevedere finanziamenti per Matera 2019 e il turismo balneare”.

“Voglio collegarmi a due riferimenti temporali, quello del 4 aprile, oggi 12 mesi dall’insediamento dell’attuale governo regionale, e 40 giorni dall’inizio dell’emergenza. Entrambi lassi di tempo sufficienti, il primo per definire delle linee programmatiche, il secondo per programmare azioni in questa fase di emergenza da covid-19. Anche se questa maggioranza ha trattato la pandemia in maniera forse un po’ superficiale, il nostro contributo sarà fortemente costruttivo”.  Lo ha detto il consigliere Luca Braia per il quale “è necessario dare alla collettività la certezza che vi sono esponenti istituzionali pronti a fare la propria parte, pronti a mettere a disposizione il proprio contributo al fine di trovare le soluzioni migliori alle tante criticità che insorgono. In questa proposta programmatoria troverete ciò che avremmo voluto fare se coinvolti in tempo utile e ciò che ancora è possibile fare. Ciò che è impensabile è che abbiamo pochi tamponi a disposizione, che non si attui il blocco del personale sanitario (in questi giorni si sta procedendo al trasferimento di medici o anestesisti perché vincitori di concorsi), quando già si ha carenza nella dotazione di personale medico non si puoi consentire che ci siano trasferimenti e non si può accettare che centri sanitari diventino focolai del virus. In tutti i presidi pubblici e quelli privati occorre alzare il livello di guardia.  E, poi, occorre un punto di comunicazione dei dati diverso da quello attuato sino ad ora, magari con una conferenza stampa. Il lavoro di trasmissione dei dati è un lavoro prezioso e delicato, a voi operatori dell’informazione va tutto il nostro plauso. Sul tema del sociale ho chiesto tramite le Caritas un sostegno per le famiglie disagiate. C’è un mondo che lavorava a nero, quello non lo intercetteremo mai, l’unica realtà che può intercettarlo è la Caritas, ci sono le famiglie con disabili che non hanno più servizi di riabilitazione. Occorre un fondo per le calamità, e con quel fondo offrire un sostegno a quelle realtà che possono contribuire al rilancio dell’immagine della regione, come l’Apt. Altrettanto fondamentale l’accelerazione dei pagamenti, la pubblica amministrazione si organizzi per pagare subito, è fondamentale dare liquidità alle imprese.  Attenzione dobbiamo dare alla terra, da lì ripartiremo. E’ l’unica filiera che non si è fermata. Qualsiasi sforzo di questo settore va sostenuto. Abbiamo settori in questo comparto, come la fragolicoltura nel metapontino, che è un fiore all’occhiello della nostra economia che dà lavoro a migliaia di persone, se si rompe quella catena non ripartiamo più. Dare loro un credito per consentire la ripartenza. Anche il tema delle filiere va attenzionato e occorre pensare ad accordi, ad esempio, con le imprese che producono latte affinché possano utilizzare l’eccedenza, tramutandola in latte in polvere”.

Per il consigliere Mario Polese “il centro sinistra si è qualificato attraverso le proposte contenute nell’ordine del giorno approvato in Consiglio regionale per i tamponi e le equipe mediche per le visite domiciliari, mentre hanno poco senso le affermazioni di chi, in qualche misura, imputa al centro sinistra le scelte passate. Evidenzio, invece, una complessità di natura politica affrontata da Bardi, con le gaffe dell’assessore Leone e l’inaffidabilità di governo della Lega che mette in campo la teoria dei due forni: da un lato protagonista di scelte della regione e dall’altra parte con distinguo fatti attraverso i social. O si governa o si vada dal presidente Bardi e si chieda di cambiare strategia”. Tra le proposte evidenziate da Polese quelle di “far convergere nei centri covid i medici bravi, di utilizzare tamponi ultrarapidi che in15 minuti danno risultati validi all’85 per cento, il rientro dall’estero di medici lucani, il potenziamento dei laboratori per processare i tamponi, l’aumento dei posti in terapia intensiva. Il nostro – ha detto – non è un libro dei desideri ma si basa su fondi che possono derivare da anticipazione delle royalties e dal plurifondo comunitario. Per il sociale penso anche agli studenti fuori sede che non sono rientrati e che hanno diritto a un contributo. Occorre avviare un meccanismo di ascolto con ordini professionali, forze datoriali, la richiesta unanime è quella di liquidità. Occorre poi una visione sul futuro e guardare al domani immaginando la riapertura in maniera graduale.  Nessuno venga lasciato indietro. Ci si salva con la costruzione di un meccanismo di unità socio istituzionale globale dove tutti cooperino in un clima di fiducia. I sanitari devono essere messi nelle condizioni di lavorare, sono per lo scudo penale per i sanitari che stanno lavorando per la cura del covid. Importante è la cooperazione internazionale”.

“Non sono uomo da falso buonismo, non sono un ipocrita e manifesto il disagio e la mia preoccupazione rispetto ad un Governo regionale non all’altezza del compito in questa emergenza delicata e grave che stiamo vivendo”. Lo ha detto il consigliere Marcello Pittella che ha aggiunto: “E’ vero che è una situazione inimmaginabile che avrebbe creato problemi a chiunque ma è, altrettanto vero, che il modello organizzativo messo in campo fa acqua da tutte le parti.  Mi preme sottolineare che i colori politici e le sigle non centrano nulla rispetto a ciò di cui stiamo parlando. Siamo innanzitutto cittadini che temono per la propria vita. Come rappresentanti istituzionali intercettiamo quotidianamente le ansie di tanti, e abbiamo il privilegio di rappresentarle nei punti di decisione. Abbiamo tentato più volte di parlare con il presidente Bardi, ho scritto e dopo molto tempo abbiamo fatto una videoconferenza e, in quella mezz’ora di colloquio, con diverse sollecitazioni rispetto ad una idea possibile da mettere in campo per questa Basilicata, non una parola. Noi dobbiamo salvare la salute dei cittadini e alcune cose anche se in ritardo vanno fatte. Se non ci attrezziamo accadrà il disastro. Abbiamo avuto un mese di tempo di anticipo rispetto a quanto successo nel nord del Paese e potevamo farne tesoro. Quando l’ho fatto presente sono stato ridicolizzato dall’assessore e non solo dall’assessore Leone. Si poteva realizzare l’ospedale nell’ospedale o, come fatto in altre regioni, mettere su strutture esterne al San Carlo e all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera per la prima gestione dei pazienti affetti da Covid- 19, così da evitare qualsiasi possibilità di contagio. Proposta non tenuta in considerazione con il risultato che abbiamo fatto diventare i luoghi di sicurezza in luoghi di contagio. Devo dire, purtroppo, che nella catena di comando rispetto alla sicurezza dei cittadini non c’è un’idea e non c’è un’idea neanche sul piano della sofferenza socioeconomica della nostra regione, tante le piccole realtà produttive che stanno fallendo. Quello che stiamo vivendo è paragonabile ad un tempo di guerra e mi chiedo: possibile che il Governo regionale non chiami a raccolta tutti per dire uniamoci, mettiamo sul piatto proposte, idee e suggerimenti, non coinvolga chi più conosce il territorio?”. “Voglio qui sottolineare – ha concluso Pittella – che il ministro per il Sud chiede alle Regioni il 40 per cento di fondi non spesi per fare un unico fondo nazionale per le regioni del nord. La cosa è seria, questa manovra non so quanto funzionerà a livello nazionale per far ripartire l’Italia, e per far rinsavire l’Europa ma per la nostra regione servono azioni di sostegno sostanziose. Bisogna ripartire dicendoci le cose come stanno, noi dobbiamo salvare la sicurezza delle strutture sanitarie, garantire risposte sanitarie certe e celeri ai cittadini e alle realtà produttive affinché si possa riprendere la corsa o il cammino della regione verso il futuro.  Ma perché tutto ciò accada ci vuole un atto di umiltà da parte del Governo. Non so chi consiglia Bardi ma chi lo fa lo sta portando nel precipizio, e non solo lui ma, purtroppo, anche la società regionale”.

In allegato, la piattaforma di proposte del centrosinistra per il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi.Nella nostra funzione – affermano i consiglieri Trerotola, Cifarelli, Braia, Polese e Pittella -, consapevoli che nessuno ha la soluzione perfetta per affrontare una situazione simile, unica nella sua genesi mondiale, abbiamo redatto un documento con proposte concrete che a nostro avviso possono aiutare il Governo regionale e la Task force a mettere in campo iniziative utili per tutti i lucani. Il documento è diviso in settori strategici e per ognuno di essi abbiamo elencato quelle che pare siano le migliori ipotesi al momento percorribili. Siamo infatti convinti che oggi un atteggiamento responsabile è ciò che si rende più necessario ed in sintonia con i bisogni dei cittadini lucani”.

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