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Coronavirus, Conte chiude tutto: «aperti solo alimentari e farmacie»

Chiusi tutti i negozi e tutte le rivendite, i bar, i ristoranti (possibile il servizio a domicilio), pub, i parrucchieri, centri estetici, servizi di mensa. Sono queste le nuove misure assunte dal Governo in tutta Italia. Misure che sono state annunciate pochi minuti fa dal presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte.

Garantiti alimentari, farmacie, trasporti e servizi essenziali.  Saranno aperte anche edicole, tabacchi così come lavoreranno draulici, meccanici e benzinai.

Restano chiusi come già deciso con il decreto dello scorso 8 marzo anche i musei, le palestre, le piscine, le biblioteche.

Sarà nominato anche un Commissario Domenico Arcuri. Conte: “Grazie agli italiani, torneremo ad abbracciarci“.

“Il mio grazie a tutti e anche a tutti gli italiani che stanno rispettando le prescrizioni del governo”, ha detto Conte. L’Italia sta dando prova di essere una grande comunità e una grande nazione e tutto il mondo ci guarda perché siamo in difficoltà, ma anche per quello che abbiamo fatto e faremo. Abbiamo reagito con forza e precauzione. Governare è una sfida che mette a dura prova il sistema sanitario nazionale ma anche l’economia e il sistema produttivo. Delle scelte abbiamo tenuto conto. Al primo posto la salute degli italiani. Vi ho chiesto di uscire da casa il meno possibile. La maggior parte degli italiani ha risposto in modo eccezionale. Oggi è chiaro che bisogna procedere gradualmente affinché tutti possano accettare i cambiamenti richiesti. L’Italia resterà zona protetta, ma chiudiamo tutte le attività commerciali. Chiudiamo negozi, bar pub, ristoranti ma con la possibilità di consegnare  merci a domicilio. Attività produttive e professionali lavoro a distanza, chiusi i reparti aziendali non indispensabili per la produzione. Le industria produrranno soltando a condizione che possano garantire la distanza di sicurezza, Dobbiamo limitare gli spostamenti, essere consapevoli che l’effetto di questo nostro grande sforzo potremo vederlo soltanto tra un paio di settimane. Se i numeri del contagio dovessero continuare a crescere, ciò non significa che faremo nuove misure. Avremo un commissario straordinario che lavorerà per garantire la produzione di strumenti sanitari, Domenico Arcuri, Invitalia, e si coordinerà con Borrelli e la Protezione civile. Il paese ha bisogno della responsabilità di tutti noi. Siamo parte di una medesima comunità, ogni individuo si sta giovando dei sacrifici degli altri”

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