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Corleto Perticara – Elezioni per una nuova governance nel capoluogo dell’Alto Sauro

Tra le tante comunità chiamate a rinnovare la governance del Comune, eleggendo il nuovo Sindaco, c’è Corleto Perticara. Nome comune di paese che se inserito su Google viene letto in ogni angolo del mondo, per via della risorsa mineraria che da tanto sta impensierendo il mondo intero.

A Corleto Perticara si presentano tre candidati. L’ incipit della campagna elettorale è avvenuto con comizi di presentazione delle liste e con l’esegesi dei relativi slogan, ed a tratti con un prudente, se non proprio timido, anticipo del programma. Siamo dunque alla melina, nessuno vuole scoprire le carte né svelare strategie.

Un dato è certo: le sorti di Corleto Perticara rappresentano buona parte delle sorti di un’intera area che vive di sviluppo faticando a progredire. Perché, perdonatemi per la citazione, P.P. Pasolini era più che convinto che il progresso rappresentasse il miglioramento reale della vita, dei diritti e della cultura, sostenuto da intellettuali e classi lavoratrici, mentre lo sviluppo fosse solo crescita materiale, voluta dai nuovi poteri industriali per produrre beni superflui, portando all’omologazione di massa. Ora, al netto di ciò che è la visione “corsara” di Pasolini resta un dato: la Basilicata è il paradosso più eclatante che ci sia avendo le ricchezze e risultando la più povera regione d’Italia. Per dirla con un Ossimoro, i Lucani sono i ricchi più poveri d’Italia.

Quello che non riusciamo a spiegarci in questi paesi è che nonostante ci sia una relativa serenità dal punto di vista occupazionale si registra un diffuso malcontento tra le popolazioni; a maggior ragione a Corleto che è sede del centro Olii e dei pozzi d’estrazione.  Converremo tutti, immagino, che i giovani hanno opportunità lavorative molto più certe di quanto non avveniva nel periodo ante scoperta “petrolifera”.  I nostri paesi nel corso dei decenni hanno tutti sperimentato periodi di relativa tranquillità per le occasioni di lavoro, ma sempre legati a fenomeni di congiuntura; vedasi (ci limitiamo a periodi recenti) costruzione della Saurina, al periodo post terremoto del 1980 fino ai giorni nostri. Ed il problema è proprio nel fatto che i fenomeni non lasciano a terra dati strutturali, rimanendo nel rango della fase di congiuntura.

Nessuno ha le certezze in testa, né la bacchetta magica o la verità in tasca. Ognuno ha idee e voglia di vedere progredire il proprio paese. Ed è qui che occorre farsi una domanda o porsi un punto interrogativo, senza voler elaborare teorie o soluzioni. La crisi, le crisi sono figlie di un momento di stravolgimento e cambiamento della geopolitica e dell’economia politica mondiale. Ma, nei nostri paesi, anche figli di strategie governative di più alto rango che riverberano sui nostri territori.

Qual è dunque, a mio parere, l’auspicio ho la domanda che dobbiamo porci! Credo sia semplice: riusciranno gli aspiranti candidati, una volta saliti alla cabina di comando, a convincere i riferimenti politici di governo a spiegarci come mai le regioni meridionali si son visti sottrarre i fondi per lo sviluppo del Sud al punto che le royalties regionali debbono essere impiegate per la spesa corrente piuttosto che in investimenti strutturali di miglioramento dell’intera Regione? perché siamo pur destinatari di royalties (dirette o indirette) ma sempre Lucani siamo. Ci sarà la capacità di capire come mai non esiste, seppur molto sollecitata, una Zona Franca per l’intera Basilicata? cosa che porterebbe ad avere energia a basso costo per tutti i Lucani, siano essi imprenditori, industriali o semplici cittadini.  Riusciranno i nuovi amministratori locali a farsi spiegare come mai i fondi per il GAS e per le compensazioni ambientali sono fermi all’annualità 2020-2021?  Uscirà la forza capacitiva e persuasiva di elevare le aspettative dei giovani svincolandoli dall’agognato “posto” a Tempa Rossa? Si riuscirà a fare un’analisi del contesto per poter fornire strumenti adeguati alla valutazione di altre possibili aspettative di lavoro e di progresso? Sarà possibile elevare le conoscenze al punto da saper e poter intercettare nuovi bisogni e nuovi modelli di commercio e clientele? Si riuscirà a dare contributi non solo per abbellire le sedi d’impresa e commercianti ma per sviluppare progetti di adeguamento alle nuove regole di mercato e di allineamento ai nuovi paradigmi socio/economici che il nuovo mondo richiede? Si riuscirà ad elevare il Know-how imprenditoriale in guisa da poter valutare la velocità, la dinamicità e l’immaterialità del contatto (piaccia o no) tra venditore/compratore? Riusciranno i nuovi amministratori a far amare il settore primario alle nuove generazioni crescendo ed elevando la cultura “fisiocratica”?  Non dico niente di nuovo se riporto alcuni dati emersi dalle osservazioni degli imprenditori della zona quando raccontano che rischiano lo stallo man mano che arrivano all’età pensionabile le maestranze del proprio organico: non si trovano autisti, né carpentieri, né muratori, ne fabbri, né tecnici, così come altra manodopera che un dì davano dignità salariale ad intere famiglie; e questo perché le aspettative sono cambiate nel mondo ed in maniera più marcata nei nostri territori che si trovano all’ombra dei tralicci di “Tempa Rossa”.  La coltivazione mineraria di Tempa Rossa fu annunciata come una rivoluzione epocale per l’intera area e ciò dovrebbe essere. Per questo auspichiamo che i sogni e le volontà di quanti hanno aderito alla candidatura per la guida del paese più importante di questa area interna, siano sostenuti dalla consapevolezza che occorre cambiare registro, ritrovare coesione sociale, far emergere voglia di progresso e sviluppo, riconoscere dignità nel lavoro in genere, senza sentirsi figli di un dio minore se non si lavora al “Centro oli”.

Solo così chi fa impresa lo farà con la consapevolezza di trovarsi in un bacino dove il fattore primario del lavoro non mancherà, lo sviluppo turistico diventerà appendice di una comunità economicamente serena e sana e la cultura potrà tornare ad essere l’effetto di una comunità che ha un indice HDI allineato con il PIL.

Auspichiamo che la campagna elettorale continui a mantenere il tono del confronto e non dello scontro e che resti valido il concetto di metodo e di strategia per far rifiorire, al netto della risorsa petrolifera, il Capoluogo dell’Alto Sauro come lo era quando il petrolio rappresentava solo la materia prima per l’AGIP di Paolino e la Esso del Consorzio Agrario.

 Gianfranco Massaro – Agos  

     

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