Consorzio Turistico dell’alta Val D’agri : più attenzione istituzionale per la Val d’Agri

L’incontro promosso dall’Apt a Matera alla presenza del Presidente Bardi ha rappresentato l’occasione per il Consorzio Turistico dell’alta Val D’agri per esprimere valutazioni e sollecitazioni. Innanzitutto poco meno di 90 mila tra presenze ed arrivi (20 mila arrivi e 68 mila presenze) nel 2018 in Val d’Agri non possono certamente soddisfare il Consorzio turistico a cui fanno capo tutti gli alberghi ed agriturismi dell’Alta Val D’agri (76 esercizi ricettivi per 1652 posti letto, con una permanenza media di 3,6 giorni e un tasso di occupazione camere del 18% appena). Per non parlare dell’esigua “pattuglia” di stranieri (solo 7 mila tra arrivi e presenze) che arrivano in valle. Marco Lavecchia, componente del consiglio direttivo del Consorzio, ha espresso il punto di vista delle attività messe in essere dall’Apt e sull’analisi dei primi dati sulle presenze in riferimento all’anno 2019. Finora – ha detto – abbiamo avuto poca attenzione dalla politica, forse perché questa attenzione è stata rivolta tutta a Matera, correttamente rivolta tutta a Matera, difatti un evento così importante non poteva non avere la massima attenzione dalle istituzioni tutte, ma ci sentiamo comunque abbandonati dalla classe politica e dirigenziale della Regione Basilicata, nonostante, è grazie ai proventi che derivano dalle estrazioni della nostra valle che il bilancio regionale riceve una boccata di ossigeno.

L’esperienza del PO Val d’Agri non è stato certamente esaltante per rafforzare e qualificare i servizi di ricettività ed ospitalità. Tra l’altro non si è riusciti a creare nessun itinerario turistico Matera-Val d’agri nonostante le risorse archeologiche (Grumentum), monumentali, Artistiche e religiose di cui disponiamo. Cosi come a Sasso di castalda per il Ponte alla Luna i grandi attrattori andrebbero valorizzati: in val d agri, abbiamo il lago del Pertusillo, che per troppe volte abbiamo visto in tv e purtroppo solo per notizie cattive, come accade ancora, mentre mancano piante ed indicazioni sulle strade principali che indichino ai passanti occasionali che si trovano in un parco. La maggiore opportunità sprecata per il turismo della Valle è proprio il Parco Appennino Lucano che attrae un numero troppo limitato di visitatori.  Ringraziamo, comunque, il direttore dell’APT dott Schiavone che con i pochi mezzi a sua disposizione ci ha sostenuti per le diverse attività, ma, – ha aggiunto Lavecchia – abbiamo bisogno di un concreto supporto e soprattutto di strategie mirate che ci permettono di poter pubblicizzare e promuovere il turismo anche nel nostro territorio. Siamo fiduciosi che la nuova dirigenza politica ci dia una mano concreta per avere un futuro migliore per le nostre attività e per garantire un futuro nella nostra terra anche alle nuove generazioni.

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