Società e Cultura

Cia: operazione “spesa agricola 2.0”, l’e-commerce legato al settore food è in crescita

Comprare con un semplice click del mouse è oggi una pratica sempre più diffusa

Comprare bottiglie d’aglianico o di olio extravergine di Ferrandina, salumi di Picerno e pasta artigianale con un semplice clik del mouse è oggi una pratica sempre più diffusa.

L’e-commerce legato al settore food in Italia vale 849 milioni di euro, il 4% del volume totale del commercio digitale italiano. Il dato più impressionante è il tasso di crescita annuo, che evidenzia un aumento del 43% rispetto ai volumi del 2016. L’e-commerce alimentare si sta dunque affermando sempre di più nello stile di vita dei consumatori italiani, offrendo grandi opportunità di crescita ai player del settore che si dimostreranno più ricettivi nei confronti di nuovi canali e strumenti e direttamente alle aziende di agricoltori-produttori.

Per intercettare la domanda crescente dei consumatori-internauti la Cia-Confederazione Agricoltori ha lanciato “Agricommy” : dal produttore al consumatore passando per il web. In vetrina, per la prima volta, le eccellenze degli agricoltori italiani che attraverso Amazon arriveranno nelle case dei consumatori in poche ore, con un semplice click. Chi vorrà acquistare qualsiasi prodotto agricolo e agroalimentare, o confezioni di diversi prodotti, a “filiera corta web” non dovrà fare altro che  collegarsi al sito web dove troverà tutte le offerte del giorno.  Acquisti sicuri online e una logistica capace di distribuire i prodotti in tempi record.

“La sfida che colgono Agricommy e Amazon -spiega la Cia- è infatti quella di arrivare a garantire un’altra modalità affidabile di distribuzione per una vasta platea di piccoli e medi imprenditori agricoli ma anche per far emergere le tante agricolture del nostro Paese inserendole dentro un marchio distintivo unico. Ma oltre al valore tecnologico e a quello commerciale l’operazione, della “spesa agricola 2.0” ha anche un valore per così dire informativo. Consente al consumatore di conoscere origine dei prodotti, storia e valori del produttori, ma anche di riabituarsi ai “prodotti di stagione” e a riconoscere i vari marchi di qualità, dal biologico alla Dop”. Del resto Agricommy è una sorta di work in progress come si addice a internet perché accanto alla vendita on line dei prodotti verrà sviluppato anche una sorta di “personal shopper” che guiderà gli utenti internet a fare il miglior acquisto in campagna al momento giusto in rapporto alle proprie esigenze e ai propri desideri di consumo. E’ il “vantaggio fiduciario” che offre agli agricoltori la vendita diretta che ora viene aumentato dalla possibilità di rivolgersi alla platea degli internauti.

Oltre all’e-commerce – informa la Cia lucana – si ampliano le possibilità di acquisto del consumatore con diverse modalità:

Punto vendita in azienda (Progetto La Spesa in Campagna): recarsi direttamente in azienda per acquistare i prodotti. Il cittadino/consumatore avrà occasione di conoscere da vicino lo stesso imprenditore, l’attività agricola, le tecniche di coltivazione e di allevamento animali, la cultura contadina, nonché di godere del paesaggio agrario circostante, delle bellezze naturali e artistiche del territorio. Individuare le aziende è facile sempre con il web e sistemi di localizzazione al telefonino.

Mercato contadino: un’iniziativa che raccoglie piccoli produttori agricoli locali e li mette direttamente in contatto con i consumatori finali nelle piazze dei tanti comuni.

Bottega locale: un’aggregazione di aziende agricole del territorio che portano i propri prodotti nella bottega e che hanno scelto di gestire in maniera associata la vendita diretta.

Relazioni dirette si possono sviluppare con i GAS – Gruppi di acquisto Solidali presenti sul territorio, per organizzare la fornitura dei prodotti con modalità concordate sulla base delle loro particolari esigenze

Le aziende che aderiscono al circuito “la Spesa in Campagna” rispettano regole precise che prevedono anche la disponibilità a sottoporsi a verifiche, che, secondo i principi del controllo partecipato, sono aperte ai rappresentanti delle associazioni dei consumatori.

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