Cia-agricoltori: manca acqua, in val d’agri emergenza nell’emergenza

In quest’estate caratterizzata dalla scarsa disponibilità di acqua invasata nelle dighe lucane, la Val d’Agri registra una situazione di emergenza nell’emergenza a causa di tre motivazioni principali: la diga di Marsico Nuovo continua ad essere inutilizzata; la perdita di acqua dalle condotte; la limitata assistenza degli addetti del Consorzio di Bonifica in numero sempre più ridotto. Lo segnalano in una dichiarazione congiunta Michele Bove e Giovanna Perruolo, rispettivamente vicepresidente e direttrice Cia-Agricoltori Potenza.

I ritardi accumulati dopo l’approvazione del decreto di concessione per i lavori di completamento funzionale dello schema irriguo della diga di Marsico Nuovo – a parere dei dirigenti Cia – sono diventati insopportabili ed ingiustificabili. Gli effetti si scaricano sugli agricoltori che hanno necessità idrica per le colture pregiate della valle e sugli allevatori che sono costretti a continui rifornimenti di emergenza tenuto conto del caldo torrido che stressa il bestiame. Ancora più scandalosa la vicenda delle condotte colabrodo.

Nel ricordare che le opere previste nell’ambito del progetto esecutivo riguardano interventi di consolidamento e stabilizzazione delle sponde dell’invaso formato dalla diga di Marsico; la sistemazione della rete idrografica e della rete di scolo delle acque medie e basse lungo l’asta del fiume nel tratto compreso tra la diga di Marsico Nuovo e l’invaso della diga del Pertusillo; la sistemazione idraulico-forestale di alcuni bacini montani, a mezzo di briglie, difese longitudinali e sagome di fondo, con particolare riferimento alla limitazione di fenomeni franosi in atto ed erosioni che aumenterebbero il trasporto solido all’invaso, la Cia evidenzia che tali altri opere rientrano nel piano presentato su tutte le opere irrigue e gli invasi che sono complessivamente 14, di straordinario impatto sul versante degli accumuli della risorsa idrica e sul versante produttivo ed economico di ampia area della nostra Regione.

Si tratta di opere che hanno fatto registrare rilevanti ritardi cui bisogna porre rimedio anche perchè rappresentano occasioni di lavoro al fine di dare una boccata di ossigeno al settore delle costruzioni con i relativi addetti e alle piccole e medie imprese edili. Gli obiettivi da raggiungere: poter contare su sistemi di accumulo e distribuzione efficaci e funzionali con soluzioni che tengono conto dell’evoluzione in corso a partire dai cambiamenti climatici; definire un puntuale cronoprogramma su opere strategiche anche alla luce dei finanziamenti del Piano irriguo nazionale e del piano invasi.

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