Chiusura temporanea neonatologia al San Carlo: aperta commissione d’inchiesta dalla Regione

La Fp Cgil: grave sottovalutazione delle denunce del sindacato, assessore alla Salute convochi incontro urgente

In merito alla vicenda della chiusura temporanea del reparto di Neonatologia dell’ospedale San Carlo di Potenza il presidente Vito Bardi e l’assessore alla sanità Rocco Leone comunicano che “a seguito di improvvise e improvvide malattie che hanno costretto a letto sei dei sette medici attualmente in carico al reparto e uno a casa per infortunio, il reparto si è trovato totalmente privo di personale medico. Per evitare problemi ai piccoli pazienti la Direzione sanitaria unitamente al Consiglio medico ha deciso la sospensione temporanea di ogni attività trasferendo i piccoli in strutture adeguate. Questo al fine di tutelare la salute dei piccoli degenti. Nel frattempo sono state avviate misure a supporto delle famiglie per alleviare i disagi. E’ del tutto evidente che questa serie concatenata di eventi, imprevisti ed imprevedibili, che non ricadono nella diretta responsabilità di chi dirige l’ospedale San Carlo ha prodotto questo breve momento di crisi. C’è da dire che nel corso di questo anno la Direzione ospedaliera dell’Aor San Carlo ha fatto quanto in suo potere per eliminare la carenza di medici neonatologi che sono una branca altamente specialistica nell’ambito del reparto. Il 15 settembre prossimo venturo il reparto sarà nella sua piena funzionalità. Allo stato sono state poste in essere tutte le misure per fare superare ai piccoli pazienti e alle loro famiglie questo disagio”.

Il Dipartimento regionale alla Sanità ha avviato immediatamente su indicazione del presidente Bardi una commissione di inchiesta interna per verificare tutti gli aspetti di questa vicenda.

“Piena solidarietà ai genitori dei piccoli pazienti del reparto di Neonatologia dell’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza che sono stati trasferiti ad altri ospedali per carenza di medici”. La esprime il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Carmine Cicala che, insieme all’assessore alla salute Rocco Leone, e al presidente della quarta Commissione consiliare (Politica sociale), Massimo Zullino, si è recato questa mattina presso il nosocomio potentino dove ha incontrato la presidente dell’associazione “Cucciolo onlus”, Mara Basentini, e alcuni genitori.

“La nostra Costituzione  tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo. Principio ancor più valido per un bambino, per cui comprendo il momento di grande disagio che state vivendo. Prima ancora di essere il Presidente del Consiglio regionale, sono un padre di tre figlie, l’ultima della quale ha solo quattro mesi, ha detto Cicala rivolgendosi ai genitori, per cui so perfettamente quanto sia fondamentale  poter assicurare la propria presenza e il proprio amore ad un bambino appena nato”. “La mia presenza – ha sottolineato – ha il valore di trasmettervi vicinanza ma soprattutto di assicurarvi tutto il nostro impegno affinché tutti insieme si trovi la soluzione più immediata alla vicenda, superando le criticità di questi ultimi mesi”.

A Mara Basentini il Presidente  Cicala ha espresso parole di ringraziamento per l’opera di vicinanza che sta assicurando ai genitori. “Condividere le preoccupazioni,  mettere a disposizione le esperienze vissute e offrire consigli su come gestire le emozioni  aiuta a tirar fuori il coraggio necessario che in un reparto così delicato, quale quello di neonatologia, è un componente fondamentale”.

La Fp Cgil di Potenza reputa molto grave la chiusura, sebbene temporanea, del reparto di terapia intensiva neonatale dell’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, unica Tin in regione. Ulteriore segno di una sanità regionale ormai al collasso.

Si sta verificando quanto da tempo avevamo preannunciato come FP CGIL, denunciando a più riprese la grave carenza di personale medico e infermieristico nella quale versa la sanità regionale e che avrebbe comportato nel medio periodo il blocco delle attività e dell’assistenza.

Un reparto che è completamente collassato su se stesso, da tempo sottorganico, le cui poche unità, dopo mesi di turni estenuanti, al di là di qualunque limite contrattuale e di qualsivoglia sostenibilità psicofisica, hanno garantito con abnegazione sino ad ora l’assistenza sanitaria.

Una grave sottovalutazione delle denunce su quanto stava accadendo al personale del reparto che, per senso di responsabilità e professionalità, ha retto per troppo tempo carichi di lavoro e turni estenuanti.

La chiusura ha gravi conseguenze sui livelli di assistenza sanitaria considerato che tale circostanza  obbliga a indirizzare donne che rischiano parti prematuri in altre strutture extraregionali e a trasferire d’urgenza piccoli prematuri, creando oltre ad una antieconomica e deleteria mobilità sanitaria passiva, un grave danno materiale e morale per tutte quelle famiglie che vivono nell’incertezza della destinazione del proprio piccolo e si trovano ad affrontare un improvviso sconvolgimento delle loro vite.

Grandissimi problemi anche nella gestione del servizio di trasporto in emergenza neonatale (Sten), che copre l’intero territorio lucano, nelle strutture dotate di terapia intensiva neonatale, per i follow-up del neonato a rischio e del neonato sano post dimissione, nonché dei vari controlli; gravi le difficoltà ormai a gestire anche i parti a termine e grande la paura che vivono gli operatori sanitari all’idea di affrontare eventuali emergenze che potrebbero sorgere durante i parti e mettere a rischio la salute delle mamme e dei loro bambini.

Una situazione deflagrata in tutta la sua drammaticità e che pare non avere all’orizzonte risoluzioni in tempi ristretti. Tamponare la situazione con medici a chiamata provenienti dal napoletano e  pagati a 120 euro l’ora oltre rimborsi spese, non può risultare la risoluzione di un problema che ha ormai bisogno di interventi strutturali, mirati e decisivi, che abbiano effetti stabili.

La Fp Cgil, nell’auspicare che la gravissima crisi in cui versa la terapia intensiva neonatale serva da monito per evitare che la situazione di altri reparti in asfissia sia lasciata languire sino alle estreme conseguenze che ci troviamo a vivere e denunciare oggi, chiede all’assessore alla Salute di convocare un incontro urgente con la direzione dell’azienda ospedaliera regionale San Carlo e le organizzazioni sindacali per affrontare l’emergenza in atto.

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