CGIL: “la seduta di insediamento Commissione regionale Pari Opportunità non ha rispettato l’autonomia delle donne”

Presidente Cicala rispetti ruoli e regole

Quanto accaduto nella seduta di insediamento della Commissione Regionale Pari Opportunità che si è tenuta nella giornata del 15 gennaio rappresenta un fatto di gravissima portata dal punto di vista del rispetto della democrazia e dei ruoli istituzionali, nonché della autonomia delle donne.

Il fatto che il presidente del Consiglio regionale, Carmine Cicala, abbia – in maniera del tutto impropria e senza averne alcuna legittimazione – assunto di fatto la presidenza della seduta per condizionarne pesantemente i lavori, imponendo nei fatti una serie di votazioni a ripetizione fino all’ottenimento del risultato desiderato (cioè l’accoglimento della proposta di rinvio della seduta, da lui stesso avanzata in modo del tutto inopportuno) è un fatto gravissimo, che la dice lunga sulla concezione autoritaria dei ruoli e sul disprezzo della democrazia e della autonomia delle donne da parte del presidente Cicala.

Al presidente Cicala vorremmo ricordare che in un sistema democratico avere un ruolo significa esercitarlo nel rispetto delle istituzioni e delle regole, nonché di quanto previsto dalla legge; avere la maggioranza di governo non autorizza a comportamenti che non tengano conto del rispetto delle regole. Nessuno è al di sopra della legge e a maggior ragione chi occupa un ruolo istituzionale tanto importante deve astenersi dall’utilizzarlo impropriamente per questioni di puro interesse partitico.

È gravissimo che il presidente Cicala abbia tentato di condizionare i lavori della commissione venendo meno alla funzione di terzietà. È altresì grave che lo abbia fatto in un contesto in cui le donne dovrebbero avere il più ampio margine di autonomia ed è altresì inaccettabile che lo stesso, constatando che la sua proposta di rinvio era stata bocciata a maggioranza, abbia nei fatti imposto una seconda votazione, terminata in pareggio per l’astensione di alcune commissarie.

Ci risulta, inoltre, che lo stesso presidente avrebbe argomentato l’esigenza del rinvio in quanto la commissaria in quota Cgil – ieri assente per motivi personali – avrebbe chiesto il rinvio stesso. Si tratta di una affermazione che non riporta fatti veritieri e chiaramente strumentale, e che respingiamo al mittente.

Ci auguriamo che le donne riaffermino le proprie prerogative e si riapproprino dello spazio democratico.

LA SEGRETERIA REGIONALE CGIL

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