Lavoro e Salute

Centro Oli di Viggiano, “cambio d’appalto cancella diritti dei lavoratori”


Di seguito la nota della Fit Cisl Basilicata sul cambio d’appalto al Cova di Viggiano.

Confindustria Basilicata non garantisce i posti di lavoro prima di procedere a qualsivoglia cambio di appalto nel Cova di Viggiano è obbligo dare spiegazioni in merito ad un passaggio di cantiere avvenuto nell’anno 2018, dove dei lavoratori lucani si sono visti cancellare un diritto senza esserne a conoscenza.

A questi incontri che andremo a descrivere la Fit Cisl non è stata convocata, cosa quest’ultima che denota la gravita e la faziosità di quanto accaduto.

Dai verbali si è appreso che in data 6 luglio 2017 in Confindustria Basilicata, l’elenco fornito dalla Garramone società cessante, circa le unità dedicate al contratto 2500014726, erano 17 lavoratori.

In data 28 marzo 2018 al medesimo tavolo in Confindustria si esperisce il passaggio di commessa senza passare il personale della lista del giorno 6 Luglio che rimane con la Società Garramone spa e di fatto perde il diritto al patto di sito.

Crediamo sia indispensabile comprendere quello che è accaduto a quei tavoli che di fatto hanno escluso dei lavoratori, Lucani, dalle garanzie previste in questi casi, e che non possono e non devono essere una merce di scambio ai tavoli.

Eni nella qualità di proprietario della commessa deve sospendere qualsivoglia procedura di cambio appalto su questa commessa, e deve indagare sull’accaduto.

Confindustria Basilicata deve chiarire quanto accaduto nel 2017 ad un tavolo, che si è svolto per giunta in Confindustria, luogo deputato alla garanzia della Legalità nei cambi di appalto.

La FIT-CISL ritiene opportuno che le questioni rappresentate dal 2017 ad oggi vanno chiarite prima di qualsivoglia riunione di cambio di appaltoe che il Patto di Sito non può e non deve essere utilizzato in modo promiscuo o a fasi alterne, ma deve garantire i lavoratori in qualsiasi passaggio, in caso contrario è più opportuno per la piena tutela dei lavoratori applicare le clausole sociali previste dal CCNL, che non lasciano spazio a nessuna interpretazione evidentemente non autentica se dei lavoratori rimangono fuori da questo, oseremo definirlo “magico patto di sito”.

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