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Carabinieri Forestali e Parco Appennino Lucano uniscono le forze per la salvaguardia del Grifone


La scorsa settimana, una delegazione del Reparto Carabinieri Biodiversità di Castel di Sangro, è stata ospitata nel Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese nell’ambito di un accordo finalizzato a verificare lo stato della popolazione di grifone (Gyps fulvus) nel Parco e a valutare azioni e interventi di conservazione e gestione.

L’equipe di esperti, oltre al Tenente Colonnello Bruno Petriccione coordinatore del progetto, era formata anche dal Dott. Mario Posillico e dal Dott. Giancarlo Opramolla, naturalisti, che da anni seguono il progetto di reintroduzione e gestione del grifone nell’Italia Centrale presso il Reparto Carabinieri Biodiversità.

I Carabinieri del Reparto Parco Nazionale Val d’Agri Lagonegrese, hanno coadiuvato l’operato del team, fornendo informazioni e dati utili a tracciare un quadro conoscitivo dello status del grifone nel Parco.

Ai due giorni di sopralluoghi hanno partecipato anche il Commissario Giuseppe Priore e il sub commissario Antonio Conte.

Questa sessione di sopralluoghi era stata preceduta da una prima fase di incontri e di scambio di informazioni, volta a sviluppare un protocollo operativo per un monitoraggio a lungo termine e a valutare la fattibilità di un programma di ripopolamento, anche in collaborazione con altre aree protette della Regione.

Il grifone in valle è monitorato costantemente dall’Ufficio Conservazione del Parco Nazionale del Pollino, attraverso trasmittenti GPS, e dai Carabinieri Forestali Reparto Parco Nazionale Val d’Agri Lagonegrese.

La colonia insediatasi in Val d’Agri è costituita purtroppo da pochi individui provenienti dal vicino Parco Nazionale del Pollino, dove generalmente gli animali si recano per alimentarsi al carnaio. Questa colonia, dopo una prima fase di crescita demografica, in cui si contavano diversi esemplari, oggi soffre una grave crisi e questo ha spinto la governance del Parco Appennino Lucano ad accelerare per sviluppare un progetto di monitoraggio e conservazione condiviso con tutti i partner interessati.

Dopo i due giorni di monitoraggio il Commissario Priore si dice soddisfatto per aver avuto modo di effettuare una ricognizione a 360° dell’area insieme agli esperti del Reparto Parco e del Reparto Biodiversità, che ha permesso di mettere in luce le potenzialità degli habitat del parco e anche le loro debolezze, ravvisate soprattutto nella mancanza di sufficienti aree di alimentazione e nella presenza di un numero eccessivo di elementi di disturbo e minaccia, quali elettrodotti e parchi eolici ubicati nel parco o nelle sue immediate vicinanze.

Il Commissario si dice certo che la collaborazione con il Reparto Carabinieri Biodiversità di Castel di Sangro potrà garantire le necessarie competenze ed esperienze per gestire al meglio la fase preliminare di progettazione e le successive fasi di sviluppo che porteranno, ci si augura presto, ad un aumento della consistenza del grifone in Val d’Agri.

Il Commissario ricorda anche il suo impegno a collaborare con gli organi regionali competenti al fine di intraprendere un percorso istituzionale che permetta la regolamentazione dei carnai aziendali, sulla base dell’esperienza fatta in Sardegna grazie al progetto Life Under Griffon Wings. Questo aspetto, fondamentale per la conservazione dei necrofagi, da una parte garantirebbe un’azione di conservazione basilare, dall’altro assicurerebbe uno sgravio di incombenze per le aziende che potrebbero anche avvalersi di nuove fonti economiche provenienti dall’eco-turismo, legato all’osservazione dei necrofagi in natura.

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