Bolognetti: sospendo lo sciopero della fame. Prosegue il Satyagraha Radicale. Giovedì flash mob

Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani e membro del Consiglio generale del Partito Radicale.

Se volessi provare a sintetizzare in poche frasi le ragioni dell’iniziativa nonviolenta a cui ho provato a dar corpo, se volessi farlo offrendo delle istantanee di quel che accade, sta accadendo ed è accaduto, potrei farlo citando lo scrittore cinese Wang Fang, che in una durissima nota, in cui si occupa di quel che è accaduto in Cina, tra l’altro scrive: “Eppure la mia impressione è che pochi funzionari del governo cinese riflettano sui loro misfatti, e tanto meno si dimettano volontariamente a causa loro. In tal caso, forse il minimo che il pubblico possa fare sarebbe scrivere una petizione per sollecitare le dimissioni di funzionari che considerano la politica come la loro linfa vitale ma trattano la vita delle persone come sporcizia”.

Istantanee: il giornalista Lì Zehua, di cui chiediamo la liberazione, considerato nemico del popolo e arrestato dai servizi di sicurezza per aver provato ad onorare il diritto alla conoscenza del suo popolo; per aver provato a svelare menzogne e manipolazioni sulla vicenda Covid-19.

Istantanee: il medico cinese Li Wenliang fermato e “imbavagliato” perché aveva provato a lanciare l’allarme.

Istantanee: i medici di Wuhan che accusano il regime di aver mentito sul coronavirus.

Istantanee: l’Europa, questa pavida Europa, che tace e che va in frantumi.

Istantanee: la comunità penitenziaria abbandonata e la Costituzione tradita da tempo immemorabile.

Istantanee: la democrazia reale che monta e il topo de “La Peste” che passeggia nelle nostre strade.

Cosa posso scrivere di nuovo e ancora per provare a spiegarmi e far capire che questi temi, il tema della democrazia, di una realpolitik che prefigura e prepara i danni, le emergenze del futuro, ci riguardano, sono pertinenti e occorre riflettere e occuparsene?

Mai come in questo momento il monito di Marco Pannella risuona con le sue parole di verità: “la strage di diritto, di diritti umani […] ha sempre per corollario nella storia la strage di popoli”.

Primum vivere? Temo che se non faremo qualcosa per costruire davvero un nuovo inizio, per combattere i mostri che hanno appestato il secolo XX, finiremo per morire.

Negli anni ’30 le pavide democrazie occidentali finirono per alimentare gli appetiti di Hitler e i pacifisti francesi (che rispondevano a Mosca), e non solo quelli francesi, furono oggettivamente complici dei nazisti. Adesso strizziamo l’occhio a XI Jinping e facciamo come le tre scimmiette. L’Europa va in frantumi e qualcuno propone un ritorno a quella Europa delle patrie che ci ha regalato due devastanti conflitti mondiali. Il buon Togliatti allora diceva “Rosselli socialfascista”. I fratelli Rosselli, come ricorderete, furono trucidati da una squadraccia della Cagoule. Speriamo che in questo clima emergenziale e malsano coloro che provano a far riflettere non diventino anch’essi nemici del popolo come accade in Cina. E speriamo anche che nessuno ci proponga giornate della gratitudine come pure è avvenuto a Wuhan. Intanto, registriamo con un certo sconforto i messaggi propagandistici della ministra Azzolina. A volte si ha l’impressione di vivere nel ventennio. Di certo siamo negli anni ’30. Sveglia! Quale fascismo? Sulla lapide dei Rosselli oggi leggiamo l’epitaffio scritto da Piero Calamandrei che recita: “GIUSTIZIA E LIBERTÀ: PER QUESTO MORIRONO, PER QUESTO VIVONO”. Proviamo, accidenti, una volta tanto, a nutrire convinzioni e non convenienze.

Non mollare! Che non è “Boia chi molla!” E’ la voce di coloro che lottarono contro ogni forma di totalitarismo. Voci dimenticate di storie dimenticate.

Primum pensare, altro che primum vivere. Se non pensiamo siamo morti.

La verità è che il conformismo è un gas venefico e mortale. L’aria ne è satura.

Ciò detto, ringrazio di cuore coloro che in queste ore hanno voluto manifestarmi la loro attenzione ad iniziare dal Presidente Bardi e dagli ex governatori Vito De Filippo e Marcello Pittella. Raccolgo l’invito che mi è stato rivolto e sospendo, sottolineo sospendo, lo sciopero della fame. Lo sospendo anche per non gravare in questo momento su un sistema sanitario in affanno. Prosegue, invece, il Satyagraha radicale, l’insistenza per la verità e continueremo a nutrire la nostra fame organizzando un flash mob dai nostri domicili responsabilmente coatti.

Mi stringo idealmente e abbraccio tutti i miei connazionali e i cittadini cinesi, coloro che soffrono e non ce l’hanno fatta e chiedo a tutti di essere rigorosi e responsabili.

Al nostro governo, invece, dico di fare qualcosa per chieder conto alla Cina di quel che è avvenuto a Wuhan e dintorni e certo di chiedere la liberazione di Lì Zehua.

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