Bolognetti: Il Ministro Lamorgese spieghi perché quel che vale a Potenza non vale a Roma

La domanda a cui a quanto pare nessuno vuole rispondere è questa:

la Questura di Potenza, in data 7 maggio, conferma che una manifestazione non rientra tra le attività autorizzate dai DPCM governativi e quindi, come previsto, ha proceduto prima a multarmi per la violazione del DL 19/2020 e poi a denunciarmi per la violazione dell’art. 18 comma 5 del T.U.L.P.S.

La mia decisione di manifestare a Potenza per porre la questione del diritto alla conoscenza e dell’attentato contro i diritti politici dei cittadini è stata, quindi, come previsto e preannunciato un’azione di disobbedienza civile volta a nutrire quello che potremmo definire, volendo mutuare una delle voci dell’ultima autocertificazione governativa, “uno stato di necessità”. La necessità di difendere ciò che dà forza, contenuto e sostanza alla parola democrazia

Ciò detto, devo necessariamente ripetermi: perché quel che vale a Potenza non vale a Roma?

Come risulta evidente dal comunicato stampa diramato dai miei compagni del Partito Radicale, è evidente che l’iniziativa volta a commemorare la nostra Giorgiana Masi, tenutasi il 12 maggio a Roma, è rubricabile alla voce manifestazione.

Con una differenza: a Potenza manifestava una sola persona, a Roma di certo più di una.

Domanda: come mai, allora, la Questura di Roma non ha operato in sintonia con le decisioni prese a Potenza e abbondantemente documentate da una lunga diretta Facebook?

Perché quel che vale a Potenza non vale a Roma?

Vorrete convenirne, la domanda ci sta tutta.

Il Ministro degli Interni Lamorgese ha qualcosa da dichiarare?

Maurizio Bolognetti

P.S. Viva il Partito Radicale che vive nel preambolo al suo Statuto.

Preambolo allo Statuto del Partito Radicale

Il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito proclama il diritto e la legge, diritto e legge anche politici del Partito Radicale, proclama nel loro rispetto la fonte insuperabile di legittimità delle istituzioni, proclama il dovere alla disobbedienza, alla non-collaborazione, alla obiezione di coscienza, alle supreme forme di lotta nonviolenta per la difesa, con la vita, della vita, del diritto, della legge. Richiama se stesso, ed ogni persona che voglia sperare nella vita e nella pace, nella giustizia e nella libertà, allo stretto rispetto, all’attiva difesa di due leggi fondamentali quali: La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo (auspicando che l’intitolazione venga mutata in “Diritti della Persona”) e la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo nonché delle Costituzioni degli Stati che rispettino i principi contenuti nelle due carte; al rifiuto dell’obbedienza e del riconoscimento di legittimità, invece, per chiunque le violi, chiunque non le applichi, chiunque le riduca a verbose dichiarazioni meramente ordinatorie, cioè a non-leggi. Dichiara di conferire all’imperativo del “non uccidere” valore di legge storicamente assoluta, senza eccezioni, nemmeno quella della legittima difesa.

 

Di Maurizio Bolognetti, Segretario di Radicali Lucani, membro del Consiglio generale del Partito Radicale e membro del Consiglio generale dell’Associazione Coscioni.

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