Aria nuova per le Aree Protette in Basilicata

Il 2020 è cominciato con prospettive incoraggianti per la salvaguardia e la valorizzazione del capitale naturale della Basilicata in un momento storico nel quale, in altre aree del Pianeta, assistiamo drammaticamente al verificarsi di danni incalcolabili arrecati a grandi patrimoni di biodiversità oltre che a vere e proprie tragedie umane.

“Anche per questo motivo – sottolinea Antonio Lanorte, Presidente di Legambiente Basilicata – la nostra associazione ha salutato con grande entusiasmo la notizia dello stanziamento, da parte del Governo nazionale, di una quota finanziaria significativa per l’istituzione dell’Area Marina Protetta Costa di Maratea, che dopo quasi 30 anni di attesa può davvero rappresentare, se colta e compresa appieno, il momento di svolta per la tutela e lo sviluppo socio-economico di quel territorio straordinario”.

“Ma le buone notizie – continua Lanorte – vengono anche dal fermento che comincia a manifestarsi intorno al Parco Regionale del Vulture e soprattutto dalle novità provenienti dal Parco nazionale dell’Appennino Lucano alla cui guida in questi giorni sono stati insediati ufficialmente il Commissario Giuseppe Priore e i due Subcommissari, Antonio Conte ed Ennio Di Lorenzo. Si tratta, e questo è l’elemento più importante da sottolineare, di nomine che rispondono in pieno all’esigenza di garantire una governance di un ente così delicato e strategico fondata sulla competenza e la conoscenza del territorio, così come viene pubblicamente riconosciuto da più parti in questi giorni. Naturalmente i nuovi vertici del Parco, coadiuvati dal Direttore Romano Gregorio, hanno un compito particolarmente arduo, dovendo ripartire praticamente da zero in termini di recupero di credibilità e trasparenza per un Ente la cui decennale esistenza, prima delle tortuose fasi di commissariamento iniziate giusto un anno fa,  è stata largamente improntata all’illegittimità e all’incuranza degli interessi del territorio. Una storia triste e dolorosa che speriamo, anche grazie alla nostra azione, sia stata definitivamente spazzata via”. “Infatti, Legambiente, come è noto, – dichiara Lanorte – ha ingaggiato per anni una dura vertenza contro la vecchia governance del Parco, esponendosi apertamente contro il sistema di potere che si era impadronito dell’Ente imponendo ad esso una gestione fallimentare, caratterizzata dalla mancanza di opzioni strategiche e ricadute reali sul territorio, dalla contiguità con ENI, dalle scelte scellerate perpetrate ai danni delle comunità”.

“Anche per questo motivo, – continua Lanorte – oltre che augurare un buon lavoro, per il difficile ma stimolante incarico, a Commissario, Subcommisari e Direttore, vogliamo esprimere grande soddisfazione per l’incarico conferito a Ennio Di Lorenzo, protagonista storico dell’ambientalismo lucano e della nostra associazione che ora, a titolo gratuito, mette a disposizione la sua esperienza e competenza per il rilancio dell’Ente Parco dell’Appennino Lucano”.

“Non nutriamo dubbi che – conclude Lanorte – nel suo nuovo incarico Ennio, insieme al dott. Priore, al Dott. Conte e al Dott. Gregorio, saprà profondere, tutto l’impegno e la competenza necessari per rimettere sui giusti binari, nel più breve tempo possibile, un Ente che ha una funzione strategica nelle politiche di conservazione e sviluppo locale sostenibile anche per la compresenza, nello stesso territorio, delle attività petrolifere”.

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