Politica

Alsia, Braia: a rischio parte del personale


“Come Italia Viva ho espresso il mio voto contrario sul bilancio di Alsia, dopo aver acquisito conferme e aggiornamenti dal Direttore Aniello Crescenzi, audito in seconda Commissione. Non c’è nessuna garanzia ufficiale nel bilancio, a differenza di quanto promesso, per la copertura dei costi relativi al personale nel triennio 2021/2023. Ci sono solo impegni futuri, da realizzare in fase di assestamento in là da venire. Avevamo previsto tutto, in sede di discussione del bilancio regionale eppure il nostro ordine del giorno specifico è stato bocciato. Ora va scongiurata quest’altra iattura per i lavoratori sempre più sfiduciati ed in continua agitazione, altro che rilancio e programmi”.

Lo dichiara il consigliere regionale Luca Braia, capogruppo di Italia Viva che aggiunge: “Ricordiamo che sul tema dipendenti  in Consiglio regionale non si è voluto nemmeno  discutere la mozione relativa al personale ex Agrobios – attualmente in Alsia ed Arpab – proposta da Italia Viva e sottoscritta da tutti e otto i consiglieri dei gruppi di opposizione (Pd, Movimento 5 Stelle e Prospettive lucane) e che, pertanto, nessuno si è ancora impegnato a trovare una soluzione oppure ad avviare interlocuzioni con il Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. Oltre 50 lavoratrici e lavoratori continuano, nonostante la mobilitazione anche dei sindacati, a non avere diritto di conoscere le proprie sorti. Rimangono per ora appesi a un eventuale, e per loro pericoloso, concorso di cui non si conosce nulla”.

“Oltre alla gestione amministrativa – prosegue Luca Braia – ho voluto approfondire con il Direttore Crescenzi, diverse questioni rispetto alla programmazione delle attività di Alsia a supporto dell’agricoltura lucana. Valgono tutte le iniziative messe in campo nella passata legislatura, che stanno avendo fortunatamente un prosieguo. Sembrano però usciti dai radar di Alsia e del dipartimento Agricoltura temi fondamentali come la ‘Banca della terra’ e l’agricoltura sociale, con le due leggi regionali totalmente disattese. Della corilicoltura e del progetto nocciolo con Ferrero si sono perse le tracce e il progetto smart farm a Pantanello è rimasto solo perché legato al Gruppo Operativo Agrotech, da noi finanziato. La riforma fondiaria è pressoché al palo, fatta la modifica di legge la stessa è bloccata dai regolamenti che sono ancora da istruire”.

“Ho chiesto – dice – al direttore Crescenzi di lavorare all’elaborazione di una fondamentale mappa delle vocazioni agricole e delle biomasse vegetali, fondamentali per accedere con dati alla mano alla programmazione futura dei fondi europei e aprire l’agricoltura a nuove opportunità economiche legate alle agro-energie. Un modello già felicemente applicato con la mappa del nocciolo (elaborata con Ismea e Ferrero) che ha aiutato chi doveva investire a farlo al meglio, senza perdere risorse economiche e tempo ma, soprattutto, rispettando una precondizione per diventare fornitori della Ferrero stessa. La legge regionale sulla ‘Giornata della Ruralità’, da me presentata e approvata in Consiglio, quindi da programmare almeno per la prima edizione con le risorse previste, spero che nel 2021 possa essere realizzata, per portare a valore il patrimonio di documentazione e testimonianze esistenti negli archivi Alsia a 70 anni dalla sua realizzazione”.

“Poco o nulla – continua – conosciamo dell’avanzamento processi di valorizzazione dei prodotti a marchio di qualità IGP e DOP, nessun pensiero o impegno per lavorare sulla IGP dei prodotti di punta della frutticoltura lucana, come fragola e finocchio. Tutto rimasto fermo, purtroppo, a quelli che furono i nostri ultimi risultati, le IGP della Lenticchia di Altamura, della Lucanica di Picerno e dell’Olio Lucano EVO. I progetti dei 12 gruppi operativi continuano, una buona notizia sicuramente, se non fosse che le misure 16.1 e 16.2 del Psr Basilicata 2014-2020 sono state avviate nella passata legislatura e che ora, dopo due anni, bisognerebbe piuttosto organizzarsi per la diffusione e il trasferimento dei risultati di ricerca (la cui proprietà, grazie ai vincoli del bando, è della Regione Basilicata) a tutte le aziende dei comparti di competenza”.

“L’Alsia – conclude il consigliere Braia, presidente della II Commissione consiliare – continua a rimanere uno snodo decisivo dell’agricoltura lucana Per l’ulteriore salto di qualità ora però ci vogliono idee, progetti e adeguate risorse economiche. Altrimenti di quale rilancio o piano industriale parliamo? Ad oggi, ancora mancano i soldi per pagare gli stipendi ai dipendenti trasferiti nei ruoli regionali, da gennaio scorso. Gli slogan rimangono ancora la distanza che separa l’annunciare il cambiamento e il realizzarlo concretamente. Intanto si destabilizzano dipendenti ed enti”.

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