Società e Cultura

A “Più libri più liberi” la Dibuono Edizioni parla di identità



Durante l’ultima giornata della Fiera “Più libri più liberi”, a Roma, sono state presentate le ultime fatiche letterarie di Giuseppe Maria Lotano, “Prèet. Castelgrande, linguaggio e territorio” e “Tratturi” entrambe edite da Dibuono Edizioni.

“’Prèet’” pietra – precisa l’autore Giuseppe Maria Lotano, noto all’urbanistica di Matera per aver reso servizio con il gruppo del Politecnico diretto da Aldo Musacchio – è un omaggio che ho inteso tributare al mio paese natale: Castelgrande. Raccontare del territorio che ti ha visto nascere, svelarne aneddoti, portare per mano il lettore alla scoperta di esperienze ed emozioni e, tramite queste, vivere lo spirito del luogo, diventa per me un omaggio dovuto per non disperdere un autentico patrimonio”.



“’Preet’” – dice ancora Lotano – sostiene la inseparabilità della lingua dal proprio intimo quanto le ‘pietre’ dalla crosta terrestre in quanto opera unica del creato. Il testo indica l’unicità della lingua attinta alle sole regole codificate dalla formazione del pensiero, caratterizzante le proprie origini territoriali e familiari. Il libro ospita 100 poesie in lingua locale, momenti di vita ed esperienze sociali, nonché detti e l’indicazione di tanti soprannomi. Sono descritte precise biografie di personalità locali, tra cui lo scienziato e sommo botanico Guglielmo Gasparrini, padre della fisiologia botanica moderna e luoghi come l’Osservatorio astrofisico del Toppo di Castelgrande e annesso osservatorio del detrito spaziali”.

“Un libro che restituisce ricordi su eventi sportivi particolari che hanno attraversato il paese quali i 3 giri d’Italia e la fiaccola olimpica del 1960. In appendice una specificità storica della denominazione della regione “Basilicata-Lucania. Il territorio che diventa la culla delle certezze legate all’appartenenza e alla memoria – conclude Francesco Di Buono, titolare della Dibuono Edizioni – prende forma da una sapiente azione di tessitura tra lingua locale, tradizioni e personalità che è poi la civiltà della terra lucana”.

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