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A Moliterno primo cantiere avviato in Basilicata con pratica “Ecobonus”


Il primo cantiere con pratica SuperBonus avviato in Basilicata è nel Comune di Moliterno (località San Giovanni a Maglie). Si tratta di un edificio unifamiliare su due piani e prevede l’efficientamento energetico del fabbricato come previsto dall’art. 119 della Legge 77/2020. La soluzione progettuale per l’edificio – riferisce il Gruppo Cestari che si occupa della pratica – ha previsto i seguenti interventi: isolamento a cappotto per la superficie esterna dell’edificio; sostituzione infissi con nuovi prodotti caratterizzati dall’alto isolamento termico; nuovo impianto termico interno; sostituzione della caldaia con nuovi prodotti ad alta efficienza energetica e termica; impianto fotovoltaico; impianto di accumulo per l’energia elettrica prodotta dal fotovoltaico; colonnina di ricarica per veicoli elettrici.

 

Le lavorazioni del cantiere sono almeno al 70% dell’attività e si prevede la conclusione dei lavori nei prossimi 30 giorni. L’importo dei lavori è di circa 130.000€.

Il Gruppo Cestari, grazie alla proficua collaborazione con primari enti di validazione e certificazione a livello nazionale (Deloitte, EY, PWC e altri), ha già portato ad approvazione questo progetto e molti altri su tutto il territorio nazionale.

Altri cantieri sono aperti e in fase di apertura da Como, Milano, Padova, Chieti, Roma, Napoli, Salerno, Montesano Sulla Marcellana, Catanzaro, etc.

 E’ in fase di attivazione anche un cantiere relativo ad un condominio di 13 unità abitative oltre ad altri 5 cantieri in tutto il territorio regionale.

L’ecobonus diventa una opportunità con molteplici effetti: i nostri borghi, in buona parte da recuperare se non del tutto abbandonati, hanno una nuova possibilità per tornare a vivere ed attrarre turisti; si rilanciano i centri storici; si rimette in moto il motore dell’edilizia, un comparto fondamentale per l’economia locale, regionale e nazionale. Da queste “convinzioni” l’ing. Alfredo Cestari, presidente del Gruppo omonimo, rinnova l’appello innanzitutto agli amministratori locali a “utilizzare il potente incentivo per il recupero di centri storici e piccoli Comuni”.

 

Il Superecobonus dunque può rappresentare una svolta nel rigenerare il nostro patrimonio edilizio e trasformare le nostre case in immobili green e smart dove vivere e abitare, dove fare impresa e lavorare, anche a distanza. Secondo Uncem, Unione nazionale dei Comuni delle Comunità e degli Enti montani, se solo tornassero ad essere abitate il 15% delle abitazioni vuote nei piccoli comuni ci sarebbero 300 mila abitanti in più, e le opere di adeguamento edilizie potrebbero valere 2 miliardi di euro nella rigenerazione e decine di migliaia di nuovi addetti.

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