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54° Rapporto Censis: fotografia ad un’ Italia divisa e sfiduciata

La fotografia dell’Italia che viene fuori dal 54esimo rapporto Censis sulla situazione sociale non è di certo incoraggiante.

Il Centro Studi Investimenti Sociali descrive con queste parole “Il Bel Paese” che approccia alle festività Natalizie in piena seconda ondata Pandemica: “Una ruota quadrata che non gira.”

Un’immagine emblematica per raccontare senza troppi infingimenti tutte le difficoltà che gli Italiani stanno vivendo in questa fase. Il primo elemento che viene fuori dall’indagine sociologica è una drastica (ma comprensibile) contrazione della fiducia nell’avvenire. La Pandemia ha contribuito e sta contribuendo a rendere tutti noi molto più fragili, spaventati ma anche più “Cattivi”: in questa fase della vita sociale del Paese, molti connazionali hanno dichiarato di voler cedere senza troppi patemi larga parte dei propri diritti civili individuali per lasciare spazio al controllo e alla severa punizione dei comportamenti “Scorretti” che, secondo gli intervistati, favorirebbero la diffusione del Covid-19.

Entrando nel merito dell’indagine statistica condotta dall’Istituto Nazionale di Ricerca, vediamo come hanno risposto gli Italiani a tutti i quesiti proposti.

MISURE RESTRITTIVE LEGATE AL COVID

Come accennato in precedenza, gli Italiani su questo tema sembrano avere le idee abbastanza chiare.

Il 38,5% degli intervistati si è dichiarato disponibile ad accettare limiti al diritto di sciopero e alla libertà di opinione, in nome di un maggiore benessere economico.

Percentuale che sale al 77,1% se si tratta di inasprire le pene di chi non rispetta le norme anticovid (dispositivi di protezione individuali,distanziamento, isolamento fiduciario ecc.)

Addiritttura il 56% dei nostri connazionali, chiede il carcere per i contagiati che non rispettano rigorosamente la quarantena.

PENA DI MORTE

Altro e sintomatico segnale del pessimo clima sociale che sta vivendo il nostro Paese è sicuramente il dato (terrorizzante) delle risposte che offrono i nostri concittadini quando gli si chiede della Pena di morte.

Il 43,7% degli intervistati si dice favorevole alla Pena Capitale. La percentuale sale al 44% tra i giovani.

LAVORO
L’indagine si fa oltremodo drammatica quando si parla di occupazione. Sono 457mila i posti di lavoro persi nel terzo trimestre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono 654 mila i lavoratori indipendenti o con contratto a tempo determinato rimasti senza impiego. Tragico il dato che riguarda l’occupazione delle donne: nel secondo trimestre del 2020, il tasso di occupazione femminile pagava un -18% rispetto al dato dei maschi occupati nello stesso periodo.

NATALE

Per il 61,6% degli intervistati, sara un Natale più triste rispetto ai precedenti. Nonostante questo, l’80% degli Italiani chiede di non mitigare le misure restrittive(e se necessario di inasprirle ulteriormente.)

FUTURO

Il sentimento di sfiducia appare generalizzato: soltanto il 20% del campione ritiene che l’esperienza della pandemia ci renderà migliori.

Al contrario, il 44,8% degli intervistati ritiene che “Non andrà tutto bene” e che usciremo dal periodo pandemico peggiori di prima.

FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI COMUNITARIE

Soltanto il 28% degli italiani dichiara di nutrire fiducia nelle istituzioni della comunità europea (media UE 43%).

Il 58% degli Italiani, inoltre, si dichiara fortemente insoddisfatto delle misure adottate a livello continentale per contrastare gli effetti economici e sociali dell’emergenza sanitaria. (Media UE 44%).

Un quadro a tinte fosche che era facilmente immaginabile, l’auspicio è quello di poter commentare dati fortemente diversi tra dodici mesi.

Qui di seguito il link dove si può consultare il rapporto completo.

https://www.censis.it/sites/default/files/downloads/Sintesi_la_societ%C3%A0_italiana_2020.pdf

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