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Vis: Bianchi (Cnr) sentito in Procura

Andare oltre le statistiche, andare oltre i dati scientifici e vedere se dai dati della «Valutazione di impatto sanitario» che ha ravvisato un nesso tra attività petrolifere e aumento di malattie e mortalità tra i lucani possano emergere «fatti» da far valere processualmente.
Potrebbe essere riassunto in questo «ordine del giorno» l’incontro che ieri si è svolto nella stanza del Procuratore Francesco Basentini con il coordinatore della Vis, il professor Fabrizio Bianchi del Cnr e il comandante del Noe di Basilicata, il maggiore luigi Vaglio. Un incontro durato circa due ore con sul tavolo le 200 e passa pagine dello studio e tutti gli allegati (ossia ogni singolo passaggio dello studio commissionato e pagato dai comuni di Viggiano e Grumento Nova) che, proceduralmente, ha preso la forma dell’interrogatorio di Bianchi in qualità di persona informata sui fatti (il cui verbale è stato secretato) ma che dà l’impressione di essere un primo passaggio per lo sviluppo di un lavoro che andrà ad essere ancora approfondito.
Nel reticolo di fascicoli che la procura potentina ha avviato lo studio e le diverse parti che lo compongono possono costituire solo un quadro di contesto o possa offrire elementi puntuali a riscontro di ipotesi.
Per questo, in particolare, sarebbero stati acquisiti i risultati degli accertamenti fatti sia sul versante ambientale che su quello sanitario che potrebbero essere versati in diversi procedimenti, da quello sugli aspetti ambientali che già è in fase di dibattimento (la prima udienza è fissata al prossimo 6 novembre) a quelli ancora coperti dal segreto istruttorio che riguardano più puntualmente gli aspetti della salute, dei lavoratori del Centro Olio, ma non solo.
«Abbiamo fatto una costruttiva chiacchierata relativa a tutti i punti più importanti del rapporto da me presentato – si è limitato a dire Bianchi all’uscita – abbiamo approfondito alcuni temi e ovviamente ho ribadito quello che avevo già espresso e scritto».

Bianchi avrebbe cioè riferito di quelle che ritiene essere delle conferme alle ipotesi epidemiologiche su una correlazione tra la maggiore incidenza di alcune patologie e le attività estrattive e avrebbe anche contribuito, nel colloquio col magistrato e il comandante del Noe, a individuare dei passaggi di interesse che corroborerebbero le tesi della procura nell’ambito delle diverse inchieste. Nel colloquio non sarebbero, invece, entrati i risultati della perizia commissionata dai magistrati sulla salute dei dipendenti del Centro Olio di Viggiano. Almeno, di tali risultati (ancora coperti da segreto e in fase istruttoria) non sarebbe stato fatto cenno anche se più momenti della conversazione avrebbero riguardato i possibili (o certi) effetti dell’esposizione di esseri umani ad alcune sostanze. Elemento, questo, che, per un verso, lascia pensare che le carte versate da Bianchi possano essere passate al vaglio del consulente della Procura in quell’inchiesta, dall’altro lascia aperta la porta a un nuovo incontro.

FONTE: GIOVANNI RIVELLI – LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

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