Cronache

[VIDEO] Venosa, calci e schiaffi ai disabili in struttura riabilitativa: in otto ai domiciliari. Divieto di dimora per un frate lucano

Nella mattinata di oggi, lunedì 26 marzo, in Basilicata, al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica e delegate al N.A.S. Carabinieri di Potenza, dopo una denuncia presentata dalla madre di un paziente che più volte aveva notato sul corpo del figlio ematomi e graffi, per i reati di concorso in maltrattamenti, falsità ideologica ed omissione di atti d’ufficio, è stata data esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare per 15 persone, emessa dal G.I.P. del capoluogo lucano per dipendenti, medici e un religioso dell’istituto Medico Psico-Socio Pedagogico “ADA CESCHIN PILONE” di Venosa, in provincia di Potenza, che ospita 140 persone, tra cui 14 con bisogni speciali che dovevano essere accompagnati in tutti i modi dal personale, tra l’altro neanche qualificato, che, invece, venivano maltrattati, mentre si dedicavano addirittura a giocare a carte.

Agli arresti domiciliari sono finiti Giovanni Adorno, assistente ai disabili, gli educatori Vincenzo Briscese, Filippo DArgenzio, Sergio Di Tria, Rocco Divietri e gli assistenti ai disabili, Bartolomeo Genosa, Salvatore Marilu e Michele Mollica, mentre il divieto di dimora nel comune di Venosa è stato emesso nei confronti degli educatori, Sebastiano Paradiso, Michele Pugliese e Donato Santoliquido, di Gerardo Antonio Pepe, coordinatore degli educatori e degli assistenti disabili e nei comuni di Venosa e di Bernalda nei confronti di padre Angelo Cipollone, dei Padri Trinitari, direttore e legale rappresentante dell’istituto, oltre alla sospensione ed all’interdizione dalla professione nei confronti di Michele Germano, neuropsichiatra infantile e Francesco Mango, medico chirurgo specializzato in psicologia clinica.

Le indagini sono state condotte con l’ausilio di attività tecnica di intercettazioni audiovideo e telefoniche, ispezione sui luoghi, acquisizione di documentazione sanitaria ed una consulenza tecnica eseguita da esperti psicologi e psichiatri, anche attraverso test ai pazienti down e autistici, soggetti molto sensibili provenienti anche dal Molise, Puglia e Calabria.

Le intercettazioni video hanno consentito, così, di svelare maltrattamenti consistiti in percosse quali calci, pugni, schiaffi e trascinamenti a terra per spostare i pazienti dal corridoio alle stanze, mentre, rispetto ad altri ricoverati, è stata constatata la totale assenza di attività ludico-ricreative riabilitative con completo disinteresse da parte del personale.

Inoltre, dall’esame delle 22 cartelle cliniche e diari clinici, sottoposti a sequestro, si è riscontrato che gli unici due medici presenti avevano anche omesso di registrare nel corso degli anni l’invio al pronto soccorso di alcuni pazienti per ferite lacero contuse varie e traumi cranici.

Insomma un’altro caso sanitario, a dir poco vergognoso in Basilicata, che ci viene il disgusto anche soltanto a raccontarlo.

A spiegare i minimi dettagli anche con l’ausilio di un video dell’operazione denominata “Riabilitazione invisibile“, durante una conferenza stampa svoltasi nella tarda mattinata, presso gli uffici della Procura della Repubblica di Potenza, il Procuratore della Repubblica f.f., dott. Francesco Basentini, il Giudice per le Indagini Preliminari, dott. Vincenzo Lanni, il Ten. Colonnello dei Carabinieri del NAS di Napoli, Vincenzo Maresca e il Capitano dei Carabinieri del NAS di Potenza, Carmelo Marra.

Rocco Becce robexdj@gmail.com

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