C’è sempre un punto di partenza ad ogni condizione. Sia essa personale, sociale, economica o politica. Il giorno in cui qualcuno dice una cosa diversa, quel giorno sarà il primo. La prima pietra è difficile quando la si scaglia ma anche quando la si posa, perché occorre avere la certezza della limpidezza cristallina per scagliarla e la visionarietà, in luogo della sicurezza, per la prima pietra di un’opera che sarà o rappresenterà qualcosa in futuro, prossimo o remoto che sia
Quel giorno diventa luogo comune per la commemorazione, per la ricorrenza, per la festa. Oggi è l’anniversario della nascita di Radio Montecarlo, radio che iniziò le sue trasmissioni con fare nuovo, per l’appunto, fuori dagli schemi e lontano dal format delle radio di stato, che pure rappresentarono una forte innovazione in tema di comunicazione e, si scoprirà dopo, di libertà non più contenibile con le cortine.
Radio Montecarlo ce la spiega molto bene Egidio Santalucia, con un videoracconto di come lui, appena bambino di sette anni, scopre le onde radio che trasmettevano con una metrica espositiva dinamica, nuova nel linguaggio giovane, nella esposizione e primizia di ogni evoluzione musicale di fenomeni del tempo, come il Rock, Pop ed altro che le trombe di stato mandavano male e limitatamente a poche ore del giorno.
Egidio, appassionato di radio e di musica, Farmacista in pensione, oggi si dedica a restituire tutta la sua cultura a quanti lo ascoltano e lo guardano dai canali social; una sorta di La Radio/Musica che ci piace, per stare in tema di insegnamenti “Schettiniani” che divulga la Fisica dai canali preferiti dai giovani d’oggi. Il suo racconto nel Link che segue: https://www.youtube.com/watch?v=WanrcijkKzg
Non è nostalgia, non è rammarico per un mondo nuovo che capiamo solo se lo paragoniamo a ciò che era prima, è la consapevolezza che la libertà di una generazione passa, di stagione in stagione, attraverso la possibilità di comunicare, di conoscere le evoluzioni culturali, sociali e di costume di popolo in popolo. E la Radio, come lo furono i filosofi antichi, come lo furono i libri, come lo furono i giornali e via via declinando ogni canale di nuove tecnologie comunicative, fino ai giorni nostri con i social, rappresentò quel dirompente momento di apertura alla contaminazione sociale e culturale.
Il videoracconto di Egidio si conclude con un taglione che lo vede in primo piano all’interno di un televisore degli anni sessanta, una scatola in radica e plastica, con manopole per la ricerca delle frequenze UHF; la nemesi per chi cantava Video Killed the radio star! E non è cosa da poco per quanti ancora si commuovono quando Egidio rimembra l’avventura di una radio libera in un paesino di circa ottocento anime che andava sotto il nome di StudioUnoRadio 87.7Mhz e che assorbiva la verve dei Disc Jockey di Radio Montecarlo, ascoltati ed osservati da chi poi rappresentò la guida per i quattro pellegrini che misero su un ripetitore di onde in FM (Frequency Modulation) su una collina dell’entroterra Lucano per trasmettere le Hit degli anni ottanta. Stay hungry, stay foolish, solo così un giorno si potrà guardare il passato e vedere di quanti passi si è avanzati nel cammino della vita.
Gianfranco Massaro – Agos





