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Sanremo, Dargen D’amico, richiamo alla pace come vorrebbe un popolo che ripudia la guerra.

Siamo in un periodo di forte preoccupazione per le sorti del mondo, per gli scenari di guerra che seminano morte e fame tra le popolazioni. L’appello alla pace, al confronto ed alla tolleranza è quotidiano, manifestandosi in ogni forma che ci è data dai tempi moderni.

In ogni parte del pianeta la vita scorre normale; e per non adagiarsi in forme di paure depressive e per consentire di sopravvivere, pur stando con l’orecchio e l’animo teso verso la speranza di avere notizie più rassicuranti. Manifestazioni che mal si conciliano con gli scenari nefasti che ci rimandano i mezzi di comunicazione e che purtuttavia devono avanzare nel loro cammino; the show must go home.  E così è stato; dalle olimpiadi invernali alla kermesse canora di Sanremo, il festival della canzone italiana molto famoso.

Ho riascoltato bene tutti i brani cantati a Sanremo, e credo molti di voi abbiano avuto modo di risentirli. Come pure le cover, che ripropongono vecchi brani rivisitati e riarrangiati. Ed è proprio sulle cover che vorrei soffermarmi con la mia modesta osservazione.

Tra tutte le cover ascoltate con attenzione, a “mare calmo”, la più bella è risultata The Lady Is a Tramp di Ditonellapiaga e Tony Pitony, belle tutte le altre; tutte che hanno rimescolato i ricordi di ogni ordine di età, genere e generazione. Ma su una mi sono soffermato a riflettere, ed è la cover proposta da Dargen D’amico con Pupo e Fabrizio Bosso. Perché mi ha colpito? mi ha colpito perché non ha vinto. Perché in un ambiente per bene, che con un fiocco rosa al bavero della giacca vuole sollecitare la sensibilità per la ricerca del tumore al seno, con la scarpa rossa ai bordi di una gradinata vorrebbe azzerare la violenza sulle donne così come con una candela accesa sul davanzale della finestra vorrebbe fare giustizia per Giulio Regeni, non vi sia stata una deroga valutativa tale da far risaltare l’emotività e la preoccupazione del momento da parte di un popolo che ripudia la guerra; chi ha giudicato le cover  avrebbe dovuto abbandonarsi, palesando il momento di forte emozione, facendo vincere quella cover che incastra, dentro il riff di Gam Gam, di Elie Botbol, e l’invito di Papa Francesco a non rassegnarci alla guerra,  una leggera canzone d’amore e di libertà con parole come: su di noi nemmeno una nuvola…lontano dal mondo, portati dal vento respira la tua libertà …

È sicuramente valida l’interpretazione sul palco di Sanremo di The Lady Is a Tramp, ma il momento avrebbe richiesto una sensibilità specifica e speciale, fuori dalle tecnicalità del contesto, per dimostrare che una moltitudine di persone, un popolo sensibile, sbandiera la voglia di pace in ogni dove ed in ogni momento e contesto che ne offre la possibilità. La speranza è che questa cover venga trasmessa dalle radio con maggior attenzione e maggior frequenza, per divulgare un messaggio che un dì richiamava fiumane di giovani nelle piazze di tutti i Paesi, con il coraggio di mettere i fiori nei moschetti dei militari mentre, sull’attenti, venivano passati in rassegna. Mi auguro che venga visualizzata più volte al giorno e da più persone, per dare il senso di un popolo che non sa solo appendere i fiocchi, ma sa urlare, con i mezzi moderni: <<basta guerre>>  .

 

Gianfranco Massaro – Agos

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