Società e Cultura

Natale, Confartigianato: alimentazione e turismo made in Sud hanno messo in moto la crescita di piccole aziende

Le festività natalizie, periodo di più ampio consumo dei prodotti alimentari, sono l’occasione per  scegliere con fiducia il made in Italy e preferire i prodotti che hanno fatto la fortuna della dieta mediterranea e i tradizionali dolci dei laboratori artigiani di pasticceria meridionale e di pasta fresca. Anche il successo della gastronomia è un fattore di traino che spinge i turisti a venire per le vacanze natalizie nelle città d’arte e cultura come Matera. A sostenerlo è Rosa Gentile dell’esecutivo nazionale Confartigianato aggiungendo che i dolci natalizi della nostra tradizione artigiana rimangono al top delle preferenze sui mercati italiano ed esteri. Nell’ultimo anno, tra panettoni, pandoro, cioccolato e prelibatezze made in Italy ne abbiamo venduti per un valore di 381,2 milioni di euro, con un aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente.

Secondo il rapporto di Confartigianato l’aumento dell’export di specialità natalizie è in linea con il record storico di vendite all’estero di prodotti alimentari made in Italy registrato tra gennaio e settembre 2016: ben 30,9 miliardi, il 3,3% in più rispetto all’anno precedente.

Le festività natalizie stimolano anche gli acquisti dei nostri connazionali: a dicembre Confartigianato stima un consumo di prodotti alimentari delle famiglie italiane pari a 14,7 miliardi, il 24,8% in più rispetto alla media degli altri 11 mesi dell’anno.

“E’ merito degli artigiani del cibo’ – sottolinea Gentile – se i nostri prodotti alimentari piacciono tanto in Italia e nel mondo. Al Sud ci sono 115 prodotti di qualità riconosciuti e le regioni con più riconoscimenti sono la Sicilia con 29 prodotti e la Campania con 22, seguono Calabria e Puglia, rispettivamente, con 17 e 16 prodotti, la Basilicata con 9, la Sardegna con 7 e il Molise con 6. A livello regionale, i maggiori incrementi si segnalano in Lazio (+198 produttori, +8,4% e +140 allevamenti, +7,7%), Sicilia (+1,9mila ettari, +11,8%), Campania (+39 trasformatori, +9,8%) e Sardegna (+40 impianti di trasformazione, +18,9%.

Il Sud – aggiunge Gentile – sta diventando un ‘laboratorio’ di nuove piccole imprese in settori trainanti e oltre l’alimentare, il manifatturiero e il turismo. Quelle dell’artigianato e delle piccole imprese, protagonisti del Progetto Confartigianato Sud 2020 lanciato da Matera, sono potenzialità che vanno aiutate ad emergere con azioni di sostegno coerenti con le peculiarità del patrimonio imprenditoriale del Mezzogiorno.

 Alimentazione e turismo made in Sud hanno messo in moto la crescita di piccole aziende. Le imprese artigiane del settore alimentare sono 36.394, pari al 40,2% del totale nazionale. In aumento anche il settore dell’agriturismo, con 3.709 aziende, pari al 17,7% del totale. Quanto al turismo, le imprese artigiane coinvolte sono 65.927, vale a dire il 30,6% del totale nazionale.
In particolare, il Mezzogiorno è un ‘giacimento’ di specialità alimentari di qualità: appartengono infatti alle regioni meridionali 106 prodotti agroalimentari DOP e IGP,  pari al 40,9% del totale nazionale di questa tipologia di produzioni.

Per queste festività – conclude Gentile – le previsioni per gli artigiani del cibo e quanti lavorano nel turismo e nei servizi sono più che ottimistiche.

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com