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Il grido d’allarme di un infermiere : “Servono dispositivi di protezione adeguati”

Il racconto delle difficoltà del servizio di assistenza domiciliare in questa fase di emergenza

Il Grido d’Allarme di un infermiere del servizio di assistenza domiciliare operativo all’interno dei comuni della Val D’Agri: “Vi racconto la mia storia.”

Di cosa si occupa esattamente?

” Sono un infermiere e svolgo il servizio di assistenza domiciliare per conto di un’azienda privata convenzionata con l’Asl di Villa D’Agri. Oltre a noi infermieri, sono impegnati in questo servizio di assistenza molti altri professionisti (Fisioterapisti, logopedisti ecc.).
Serviamo un territorio davvero ampio: il nostro raggio d’azione si estende da Sant’Arcangelo fino a Sant’Angelo Le Fratte. All’atto pratico, il nostro lavoro consiste nell’assistenza domiciliare a tutte quelle persone impossibilitate ad uscire di casa con a carico le più svariate patologie e ai malati oncologici.”

Quante persone incontrate in media nel corso di una giornata lavorativa?

“In media, nel corso di una giornata, veniamo a contatto con quindici famiglie diverse.”

Che tipo di difficoltà state riscontrando?

“La nostra azienda ha riscontrato insuperabili difficoltà nella dotazione di dispositivi di protezione individuale adeguati all’emergenza in atto. Questo, oltre a generare una comprensibile preoccupazione per la nostra salute, ci fa riflettere sul fatto che potremmo essere noi stessi vettori inconsapevoli dell’infezione sia nei confronti dei pazienti che delle loro famiglie.”

Avete informato di questa situazione le Autorità Sanitarie competenti?

“Assolutamente sì. Purtroppo non si riesce ancora a reperire il materiale di protezione necessario. L’azienda continua a fornirci i normali dispositivi standard come camici, guanti, mascherine chirurgiche.”

Quindi incontrate i pazienti, a casa loro, senza alcuna precauzione specifica?

” No questo no.

Pur di non fermare un servizio così importante, abbiamo deciso di acquistare autonomamente delle mascherine idonee. Abbiamo acquistato, inoltre, tute protettive e occhiali.
La nostra preoccupazione risiede nel fatto che, a breve, le nostre “scorte” si esauriranno.”

Tra di voi qualcuno ha manifestato i sintomi del Covid-19?

” Fortunatemente no, per il momento. Mia moglie lavora all’ospedale di Villa D’Agri, dopo il primo caso collegato al nosocomio valligiano, le è stato fatto il tampone. In via del tutto precauzionale, mi sono posto in auto quarantena per qualche giorno. Tutt’ora supponiamo che l’esito del tampone sia negativo (proviamo a seguire il filo delle comunicazioni quotidiane che diffondono la task force e la TGR), ma di fatto non abbiamo ancora avuto, a distanza di molti giorni, una risposta ufficiale.”

La task force non vi ha comunicato l’esito del tampone?

“Al momento no.”

Cosa si sente di chiedere, in conclusione, alle autorità sanitarie?

“Di rifornirci al più presto dei materiali di protezione individuale adeguati a fronteggiare l’emergenza. Le nostre scorte stanno per finire e presto non saremo più in grado di garantire un servizio fondamentale come questo. Non ci interessa essere definiti eroi, vogliamo soltanto lavorare in condizioni di sicurezza per i nostri utenti, per le nostre famiglie e per noi stessi. Abbiamo diversi colleghi in servizio a Moliterno che è ora zona rossa, tra pochi giorni potrebbero trovarsi in estrema difficoltà…”

 

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