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Notizie dal Territorio

Basilicata vince il premio turismo, ma l’Assessore al turismo non esiste

La Basilicata vince il premio per la migliore campagna di promozione territoriale turistica dell’estate 2026. Borghi, mare, montagna, autenticità, sostenibilità: il racconto istituzionale funziona, i riflettori nazionali si accendono, e va detto con onestà che si tratta di un risultato che fa bene all’immagine della regione. FILCOM Basilicata – CONFSAL non ha alcuna difficoltà a riconoscerlo: una regione che sa raccontarsi è una regione che attira flussi, e i flussi, quando si trasformano in presenze reali, significano ore di lavoro, stagioni più lunghe, fatturato per gli esercizi commerciali e per le imprese turistiche. Fin qui, applausi.

C’è però un dettaglio che il comunicato non racconta e che vale più di ogni trofeo: la Basilicata che vince il premio per il turismo è l’unica regione che il turismo non lo ha affidato a nessuno. Un assessore al turismo, in Basilicata, semplicemente non c’è. La delega galleggia, annegata, dentro un assessorato alle Attività Produttive già gravato da lavoro, sport e formazione, dove il turismo diventa una voce in coda all’ordine del giorno invece che una priorità con un nome, un cognome e una responsabilità politica dedicata. Si può vincere un premio nazionale per come ci si racconta; non si costruisce una politica turistica strutturale senza qualcuno che, di mestiere, se ne occupi ogni giorno. La differenza, come sempre, la pagano i lavoratori del comparto, quelli che restano precari da una stagione all’altra mentre in Regione nessuno ha la delega per occuparsi stabilmente di loro.

Poi, però, il velluto della retorica finisce e comincia la ruvidezza dei numeri veri, quelli che un premio non racconta mai: i contratti stagionali che si chiudono a settembre insieme agli ombrelloni, le buste paga che restano ferme mentre i listini dell’accoglienza salgono, il personale del commercio e dei pubblici esercizi che regge il peso dell’alta stagione senza vedersi riconosciuta né la fatica né la continuità. Un riconoscimento nazionale non stabilizza un contratto. Una campagna pubblicitaria non paga la tredicesima. Se la Basilicata vuole essere davvero regina del turismo, e non soltanto per una stagione, deve accompagnare la vetrina con la sostanza: destagionalizzazione vera e non proclamata, percorsi di formazione professionale per gli addetti del commercio e del turismo, contratti stabili al posto della precarietà cronica, tavoli permanenti e non episodici tra Regione e parti sociali, investimenti concreti sul commercio di prossimità nei borghi che la stessa campagna promozionale mette in vetrina. Non è un dettaglio tecnico: è la differenza tra una narrazione e una politica industriale.

Un’ultima annotazione, breve quanto basta. A proposito dell’attenzione dell’assessore alle Attività Produttive Cupparo: il Testo Unico del Commercio è così unico che, a quanto pare, se lo sono cantato e se lo sono suonato tutto da soli, approvandolo senza mai convocare chi il commercio lo conosce e lo rappresenta, la FILCOM, nonostante il sindacato avesse presentato mesi prima una propria proposta di legge sul commercio di prossimità. Neppure una risposta. Tanto rumore di trasparenza, e nessuno che apra la porta.

«Il Testo Unico del Commercio l’hanno scritto e cantato tutto da soli, in Giunta, invece di ascoltare chi il commercio lo conosce perché lo rappresenta ogni giorno sul territorio. Si può vincere un premio per come ci si racconta, ma non si governa un settore ignorando chi lo vive», afferma il segretario generale di FILCOM CONFSAL Basilicata, Donato Rosa.

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