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Corleto PerticaraEditorialePrimo Piano

A Corleto Perticara l’universo donna, il 25 Novembre, non scarpe rosse.

Novembre è il mese dei morti perché la Chiesa cattolica dedica questo periodo alla preghiera per i fedeli defunti. Il giorno 25, di questo “mese ferale” è, per istituzione delle Nazioni Unite, la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Le commemorazioni o le celebrazioni sono tanto più vive, quanto più partecipate e tanto più aperte quanto più in una comunità vi è fermento culturale ed associativo.

A Corleto Perticara, tra le tante associazioni attive e fattive, ce né una (nomen omen) che porta il nome de “La Fenice”, costituta principalmente da donne di buona volontà e di animo nobile, che vogliono rinascere dalle ceneri di un mondo sempre più cruento e meno attento al rispetto delle donne; al punto che si è giunti all’istituzione di giornate commemorative e di manifestazioni di ogni tipo e varietà per tenere alta l’attenzione su un fenomeno che è andato via via crescendo.

A Corleto Perticara, per il 25 Novembre (n.d.r. cade casualmente la data), invece, non si esporranno scarpe rosse, né lacrime per donne ammazzate da “compagni” farlocchi e violenti, ma l’invito ad elevare l’animo delle persone affinché la rinascita sia una rinnovata visione del mondo; una visione che gonfia l’animo di consapevolezza del bene per il prossimo, di cultura del rispetto e di capacità a saper accettare il pensiero dell’altro pur non condividendolo. E questo lo può fare la persona con una mente educata (Aristotele docet).

E dunque, il 25 Novembre, vedremo una manifestazione che sancirà la nascita, presso la biblioteca comunale,  della sezione di letteratura al femminile. Una iniziativa all’apparire semplice ed anche consumata come notizia. Invece è la più dirompente che si registra negli ultimi tempi, perché vuole riprendersi la forza per mettere fine a notizie ferali di donne assassinate dall’amore malato con l’elevazione dell’animo umano. Con i libri, con la cultura, con la mente aperta e capace di portare a ragionamento ogni diversità di veduta senza mai risolverla con la forza o l’arroganza di chi ancora si crede essere superiore rispetto alle donne.

Però, c’è un però, occorre che ci sia partecipazione. Perché, come simpaticamente diceva un carissimo uomo intellettuale al bacone del Bar dello Sport, ispirato dalla spinta che sa dare un boccale di birra: <<Chef, tu potrai cucinare i migliori piatti del mondo, ma senza i clienti che vengono a mangiare tu sarai sempre una nullità>>. Ecco dunque che occorre che ogni “Istituzione”, principalmente la scuola, spinga i ragazzi ad un impegno partecipativo convinto, affinché possano acquisire valore da iniziative simili, altrimenti tutto continuerà ad avvitarsi intorno a se stesso e, di generazione in generazioni, le manifestazioni con le scarpe rosse diventeranno un evento culturale solo per commemorare donne ammazzate a vario titolo ed in vario modo.

È nella partecipazione che posa la libertà non nello spazio libero, cantava G. Gaber.

Gianfranco Massaro – Agos

 

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