Dopo le tappe in Basilicata, il docufilm dedicato al sisma del 1980 è stato presentato allo storico cinema Azzurro Scipioni. In programma nuovi appuntamenti nei teatri e nelle scuole per trasmettere alle giovani generazioni il valore della memoria e della prevenzione.
Ventotto anni di lavoro, passione e perseveranza hanno accompagnato Andrea Manicone fino a uno dei luoghi più rappresentativi del cinema d’autore italiano. Il suo “Stargate – Terremoto 80” è arrivato a Roma, dove è stato presentato allo storico cinema Azzurro Scipioni, segnando una nuova tappa nel percorso di un’opera nata in Basilicata e oggi pronta a raggiungere un pubblico sempre più ampio. Per il regista, attore e autore lucano, l’appuntamento romano rappresenta molto più di una proiezione: è la soddisfazione di un percorso artistico costruito negli anni, spesso affrontando difficoltà e continuando a credere nel valore del proprio lavoro. «Dopo 28 anni di attività, presentare un mio film a Roma, e non in un cinema qualunque ma nello storico Azzurro Scipioni, è un’emozione unica e indescrivibile. È una cosa bella, importante, che sinceramente non mi aspettavo. Questo film mi ha dato e mi sta dando tanto: forse, tra tutti quelli che ho realizzato in tanti anni di attività, è proprio quello che mi sta dando di più», racconta Manicone. Un’emozione che sintetizza il significato di un risultato raggiunto senza scorciatoie, grazie alla costanza e alla volontà di portare avanti un progetto indipendente. Dopo aver toccato diverse località della Basilicata durante la tournée estiva, il film ha varcato i confini regionali, portando nella Capitale una vicenda che appartiene alla storia e all’identità di intere comunità del Mezzogiorno.
Il terremoto del 1980, una ferita ancora aperta
Scritto, diretto e interpretato da Andrea Manicone, “Stargate – Terremoto 80” affronta uno degli eventi più drammatici della storia recente del Sud Italia: il terremoto del 23 novembre 1980, che devastò vaste aree della Basilicata e dell’Irpinia, lasciando conseguenze profonde nella vita delle persone e nel tessuto sociale dei territori coinvolti. Il titolo scelto per l’opera richiama l’immagine di un varco tra due realtà: il mondo prima della scossa e quello che, da quella notte in poi, non sarebbe stato più lo stesso. Una frattura non soltanto materiale, ma anche umana, capace di cambiare per sempre il destino di famiglie, paesi e intere generazioni. Attraverso il linguaggio cinematografico, il film riporta l’attenzione su una tragedia che non può essere relegata al passato. La memoria diventa uno strumento per comprendere ciò che è accaduto, conservare le testimonianze e trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza dei rischi sismici. Ricordare, in questa prospettiva, significa anche promuovere una maggiore attenzione alla prevenzione e alla sicurezza. È questo uno degli aspetti centrali del progetto di Manicone, che affianca alla ricostruzione storica una finalità educativa e sociale.
Dalla Basilicata alla Capitale, nuove occasioni di incontro
La presentazione romana ha rappresentato un momento di condivisione tra cinema, cultura e appartenenza territoriale. Alla serata hanno partecipato anche Eleonora Locuratolo, presidente dell’associazione Lucani a Roma, e il Maestro Giovanni Viola, presenti a un appuntamento che ha portato nella Capitale una testimonianza significativa della storia lucana. Il passaggio all’Azzurro Scipioni amplia il percorso di “Stargate – Terremoto 80” e offre al progetto una nuova opportunità di visibilità. Un risultato importante per un’opera legata a un territorio preciso, ma capace di affrontare temi che superano ogni confine geografico: il ricordo delle vittime, la forza delle comunità e la necessità di non disperdere la memoria degli eventi che hanno segnato il Paese.
Il prossimo obiettivo sono i giovani
Archiviata la tournée estiva in Basilicata, il progetto guarda ora ai mesi autunnali e invernali, con nuovi appuntamenti previsti nei teatri lucani e nelle scuole. L’attenzione sarà rivolta in particolare agli studenti, con l’intento di avvicinarli alla conoscenza del terremoto del 1980 attraverso un racconto capace di coinvolgere sul piano storico ed emotivo. Portare il film negli istituti scolastici significa offrire occasioni di confronto e stimolare una riflessione sull’importanza della prevenzione, affinché la consapevolezza dei rischi diventi parte del patrimonio culturale delle nuove generazioni. Il percorso di “Stargate – Terremoto 80” prosegue così lungo una strada che unisce produzione artistica, memoria storica e impegno civile. L’esperienza romana aggiunge un tassello significativo a un progetto che, partendo dalle comunità direttamente coinvolte nel sisma, punta a raggiungere nuovi spettatori. Per Andrea Manicone, l’approdo nella Capitale conferma il valore di un impegno portato avanti per quasi tre decenni. Una tappa che dà nuova energia al film e apre prospettive per il futuro, mantenendo al centro le storie di una terra che continua a custodire il ricordo di quella drammatica notte. Il messaggio che accompagna questa esperienza è racchiuso nella convinzione dell’autore: «Basta crederci, perché prima o poi quello che deve succedere succede». Una frase che restituisce il senso di un traguardo atteso a lungo e che oggi si traduce in una nuova possibilità per il film. Dalla Basilicata fino a Roma, il viaggio di “Stargate – Terremoto 80” continua con l’ambizione di raggiungere altri pubblici e mantenere viva una memoria che riguarda tutti.




