Società e Cultura

Ecco cosa albergatori e ristoratori lucani si augurano di trovare nella “calza della Befana”

La vaccinazione obbligatoria per i lavoratori over 50 con la prescrizione del Super Green Pass non risolve del tutto, in questa nuova e delicata fase pandemica, il problema della prosecuzione in sicurezza delle attività alberghiere e di ristorazione, tenuto conto che nelle strutture di questi settori l’età media dei dipendenti è al di sotto dei 50 anni. Spiegano da Federalberghi-Fipe Confcommercio Potenza: il Super Green Pass  per i lavoratori di ogni età avrebbe invece spinto le persone alla vaccinazione e consentito di superare l’anomalia di un certificato verde rafforzato chiesto alla clientela a fronte di un green pass semplice per i lavoratori. Ma – aggiungono i dirigenti – non basta, perché persiste la difficoltà di reperimento del personale.

Michele Tropiano, presidente Federalberghi-Confcommercio “mostra” le tabelle del Rapporto Unioncamere – ANPAL, Sistema Informativo Excelsior: per i servizi di alloggio, ristorazione e turistici, a gennaio 2022, l’incremento di occupazione prevista rispetto a gennaio 2021 è di oltre il 90%, per 22.660 unità in tutt’Italia e nel rapporto gennaio-marzo 2022 rispetto a gennaio-marzo 2021 è di più 40%, per 61.040 unità complessive. Sono percentuali e numeri di nuovi posti di lavoro decisamente alti che confermano – dice Tropiano – la volontà dell’imprenditoria di settore di guardare in positivo alla ripresa. Solo che per le attività di ristorazione il personale che ricerchiamo e considerato di “difficile reperibilità” supera il 42% di quello necessario. Ecco la proposta di Confcommercio presentata al Governo dal vice presidente nazionale vicario Lino Stoppani e presidente Fipe per una semplificazione nell’utilizzo dei contratti a termine e per il lavoro straordinario. “L’inasprimento delle norme – evidenzia Stoppani – dimostra che la  priorità del Governo è di non chiudere le attività di fronte alla preoccupazione per l’aumento dei contagi. Se non fosse sufficiente la misura adottata bisognerà pensare all’obbligo di  vaccinazione per tutti. Preoccupa però nei pubblici esercizi la “fuga di manodopera”. A fronte di un super green pass e dell’aspettativa di una parte del personale – sottolinea-  “bisogna pensare a contratti a termine con meno vincoli” e a deroghe per il lavoro straordinario.

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli lancia l’allarme: le misure del governo non sono sufficienti. Per la cassa integrazione serve un intervento con efficacia retroattiva dal primo gennaio. Ammortizzatori, troppo oneri sulle imprese.

«La recrudescenza del Covid – sostiene Sangalli – sta colpendo ancora il turismo. Siamo di nuovo in allarme rosso. II bilancio 2021 si chiuderà con dati disastrosi. Rispetto al 2019 si sono perduti almeno 60 milioni di arrivi e 120 milioni di presenze in Italia, oltre a 13 milioni di viaggi degli italiani all’estero».«Solo tra Natale, Capodanno ed Epifania, sono state cancellate oltre 5 milioni di partenze programmate dai nostri connazionali. Senza dimenticare, negli ultimi giorni, l’impennata delle disdette negli alberghi e nella ristorazione e la drammatica situazione delle discoteche, che continuano a pagare un prezzo altissimo con la chiusura per decreto».«Le risorse finora messe in campo dal governo non sono sufficienti. Abbiamo chiesto fino all’ultimo giorno utile la proroga della cassa integrazione riconosciuta alle attività ferme a causa dell’emergenza sanitaria. I provvedimenti sono scaduti il 31 dicembre». Ora è prevista l’entrata in vigore del nuovo sistema di ammortizzatori sociali previsti dalla legge di bilancio per II 2022, ma servirà tempo per chiarire le procedure e le imprese del turismo – che affrontano una nuova situazione emergenziale in cui fioccano le disdette, mentre sono intanto entrati in servizio anche i lavoratori stagionali assunti per le festività – non sono certo in grado di fare fronte agli oneri contributivi dei nuovi».«Servirà un provvedimento con efficacia retroattiva dal 1° gennaio e vanno reperite le risorse per un nuovo ciclo di “cassa Covid”».

«Un sistema di tutele universali comporta un pesante aggravio strutturale della contribuzione per le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti: le imprese più colpite dall’impatto dell’emergenza sanitaria. Dunque, va anzitutto risolto il nodo della loro sostenibilità contributiva”. 

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