Un omaggio a Enrico Mattei, alla sua visione industriale e al legame con la Basilicata, terra che ha avuto un ruolo importante nella storia energetica italiana. A Tramutola, nella serata di giovedì 29 ottobre, è stata svelata una targa commemorativa dedicata al fondatore dell’ENI, figura centrale dello sviluppo industriale del Paese. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Pionieri e Veterani ENI (APVE), sezione di Viggiano, in collaborazione con il Comune di Tramutola, ha rappresentato un momento di memoria, ma anche un’occasione di riflessione sul futuro del territorio e sulle nuove generazioni.

Sulla targa, realizzata in pietra e impreziosita da un ritratto in rilievo, è incisa una frase attribuita a Mattei: «Il petrolio è una grande ricchezza, ma la vera ricchezza di un paese è la sua gente».
Un messaggio che sintetizza una delle idee alla base della sua politica industriale: le risorse energetiche come strumento di crescita, ma con le persone e le comunità al centro dello sviluppo. A sottolineare il significato dell’iniziativa è stato il sindaco di Tramutola, Luigi Marotta, che ha ricordato il rapporto tra Mattei e il territorio, soffermandosi sulla capacità del fondatore dell’ENI di rompere il monopolio delle grandi compagnie petrolifere e di costruire un modello fondato sulla partecipazione e sulla condivisione con le comunità.
«La partecipazione e la condivisione con i territori erano state la base della creazione e dello sviluppo dell’ENI e, secondo qualcuno, anche le cause della sua fine», ha evidenziato Marotta, richiamando anche la figura di Mattei come uomo della Resistenza e protagonista della ricostruzione italiana. Il sindaco ha poi illustrato le prospettive di valorizzazione del patrimonio locale, annunciando un progetto che punta a raccontare la storia del territorio attraverso un percorso dedicato all’acqua e al petrolio. L’obiettivo è realizzare un Museo dell’Energia a Palazzo Terzella e, parallelamente, sviluppare un percorso turistico-didattico all’aperto attraverso il recupero, la messa in sicurezza mineraria e la valorizzazione di pozzi, sorgenti e risorse naturali del territorio. «Questo è un paese diverso dagli altri per la sua storia, per la sua cultura e per la sua ricerca di libertà. Recuperare un profilo della nostra storia mi pare un fatto importante», ha dichiarato, sottolineando anche l’interesse per lo sviluppo di applicazioni legate all’energia geotermica ed idroelettrica nell’ambito dello sviluppo di energia verde. Un progetto che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà coinvolgere anche le scuole e diventare occasione di conoscenza e crescita.
Un richiamo alla responsabilità verso le nuove generazioni è arrivato anche dal rappresentante dell’Distretto Meridionale di Eni, Alfonso Pagano, che ha ricordato l’attualità del pensiero di Mattei e la sua capacità di guardare al futuro.
Per Emanuele Aliotta, presidente dell’APVE, sezione di Viggiano, la targa non è soltanto un segno commemorativo, ma soprattutto uno strumento per trasmettere la memoria. «Non serve a ricordare l’evento di oggi, Enrico Mattei non ne ha più bisogno. Serve alle nuove generazioni, perché chi passerà da lì e vedrà quella targa dovrà farsi una domanda: ma quest’uomo chi era? E che cosa c’entrava con Tramutola?». Aliotta ha richiamato la centralità della Basilicata nel panorama energetico nazionale e la necessità di non rinunciare a una visione per il futuro. «La capacità di non rassegnarsi a essere secondi a nessuno e la convinzione che l’Italia debba essere autonoma e avere un ruolo importante: questo è ciò che Mattei ci ha insegnato». Ha quindi ringraziato i testimoni diretti di quella stagione e gli studenti presenti, sottolineando l’importanza di conoscere la propria storia per comprendere la direzione da intraprendere.
Il valore dell’investimento sulle persone è stato al centro anche dell’intervento di Alberto Aurizzi, vicepresidente nazionale dell’APVE, che ha raccontato la propria esperienza professionale all’interno del gruppo ENI e all’estero. «A parità di efficienza ed efficacia della struttura organizzativa bisognava privilegiare quella a favore dei lavoratori», ha ricordato, spiegando come questo principio abbia guidato anche le sue scelte nelle esperienze internazionali. Una visione che, secondo Aurizzi, continua a rappresentare un’eredità concreta del pensiero di Mattei.
A guardare alle prospettive del territorio è stato Cristiano Re, responsabile dei Progetti Territorio della Fondazione Mattei, che ha indicato nella formazione e nelle competenze dei giovani una delle principali risorse su cui investire. «Il vero giacimento su cui puntare sono le risorse umane, i ragazzi che si formano in questo istituto», ha affermato riferendosi all’Istituto professionale di Tramutola, considerato un’eccellenza. Re ha inoltre ricordato le collaborazioni con la scuola e i progetti di diversificazione economica e agricola, tra cui Agrivanda, che puntano a introdurre innovazione, intelligenza artificiale e automazione in settori come l’agricoltura e i beni culturali. «Bisogna puntare sulla programmazione delle risorse e sulla formazione, per dare grande soddisfazione e crescita a tutto il territorio».
A ricostruire il percorso storico e industriale di Mattei è stata infine Lucia Nardi, responsabile Cultura d’impresa e Archivio storico ENI, che ha ripercorso le origini della sua visione, maturata anche attraverso l’esperienza personale e il contesto sociale delle Marche del primo Novecento. Nardi ha ricordato la volontà di Mattei di contribuire alla ricostruzione di un Paese uscito devastato dalla guerra, la scelta di non liquidare l’Agip, nonostante l’incarico ricevuto, e la successiva nascita dell’ENI nel 1953. «Mattei ha una visione del Sud che è davvero quella di fare in modo che il Paese sia unico», ha spiegato, richiamando anche la battaglia per il prezzo unico del metano e la realizzazione delle infrastrutture energetiche nel Mezzogiorno. La sua politica, ha sottolineato Nardi, nasceva dalla convinzione che fosse necessario garantire a tutto il Paese le stesse opportunità di sviluppo, superando le disuguaglianze territoriali. Un principio che rende ancora attuale la sua esperienza e che, a Tramutola, trova un nuovo spazio di riflessione.
La targa commemorativa diventa così molto più di un ricordo: un segno che lega la storia di Mattei a quella della comunità lucana e rilancia una domanda sul futuro della Basilicata. Perché, come ricordano le parole incise nella pietra, la vera ricchezza di un territorio resta il valore delle persone, delle loro competenze e delle opportunità che si è capaci di costruire insieme. E sulla scia delle competenze significativo è stato l’intervento del docente dell’Istituto tecnico-tecnologico di Tramutola, Vito D’Onofrio, che ha non solo raccontato, come già sottolineato da Cristiano Re, le grandi opportunità che questa scuola offre agli studenti e alle imprese del territorio, ma ha anche offerto un contributo storico su Tramutola, raccontando di come la presenza della Centrale idroelettrica del Caolo prima, e la perforazione dei pozzi da parte dell’Agip dopo, abbiano portato a Tramutola emancipazione femminile, lavoro e nuovi abitanti, arrivati lì per lavorare e poi fermatasi in pianta stabile.
A testimoniare quel legame tra la storia dell’ENI e il territorio è stato anche Felice Simone, ex dipendente Agip, arrivato in Val d’Agri insieme alla famiglia per motivi di lavoro e rimasto poi a Tramutola, diventata nel tempo la sua casa e il luogo in cui ha scelto di mettere radici.
