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Sfila, a Corleto Perticara, l’orgoglio di un Paese e di un paese con la storia dell’automobile.

Il 4 e 5 Settembre 2015, Bono Vox, frontman degli U2, di fronte a circa quindicimila persone, esordì dicendo di avere un legame particolare con Torino, raccontando un aneddoto di un episodio che da ragazzo gli era capitato mentre andava a trovare la sua ragazza: in periferia di Dublino con una Fiat 127 di colore bianco era finito in un canale…e nel cuore gli era rimasto l’amore per la città dell’automobile. Credo, immagino, che la stessa cosa abbia raccontato a Parigi con la variante che al posto della Fiat 127 c’era una Renault 4 o una Diana 6, così come a Berlino sarebbe poi diventata un maggiolino Volkswagen. Ma tanto bastò per infiammare il Pala Alpitour che rispose con un urlo degno della location e dell’evento.

Ed è di questo orgoglio che vorrei raccontarvi, narrando l’evento di Corleto Perticara di domenica 14 settembre, che ha visto sfilare auto e moto d’epoca. Ma non per un’operazione nostalgia, no; era l’esposizione di un orgoglio del Paese e del paese, l’uno per la grande storia che lo ha caratterizzato dall’inizio del ‘900 e, soprattutto, dal secondo dopoguerra, l’altro per la capacità di attrarre tanta passione e tanta felicità nell’aver saputo conservare il frutto di epoche che hanno visto questa Nazione annoverata tra le più grandi potenze industriali del mondo.

Per alcuni la sfilata ha significato lacrime di commozione a pensare quante volte è sceso e risalito a Milano con una Fiat 500, dotata di portapacchi, con moglie e due figli a “carico”. Ma così le Fiat 127, le Fiat 600, le Fiat 128 e 124. Ma anche, per ricordarci che il tenore andava man mano salendo, l’Alfa Romeo Giulietta, l’Alfetta, l’Alfa Romeo 1750 o la Lamborghini per i più abbienti o la Lancia Flavia e Fulvia. E che dire di qualche Porche o Ferrari d’altri tempi. E poi, immancabile, la Renault 4 e La Diana 6 con tanto di valigia e chitarra agganciata al retrotreno per ricordarci che un dì c’era chi sognava per una vita bella con due amici una chitarra e uno spinello. E poi la Vespa Piaggio che ci ha visti con portapacchi avanti e dietro e relativi saccopelo per le avventure più trendy dell’epoca, quando, appunto, bastavano i sandali indiani, una chitarra due amici e …

Corleto fa sfilare l’orgoglio di una Nazione intera e la nostalgia per una generazione che ha sudato sangue, sottoscrivendo vagonate di cambiali per concedersi l’autonomia per gli spostamenti e per ostentare un benessere che via via stava arrivando grazie al lavoro in fabbrica ed ai turni massacranti per ottenere un soldo in più in busta paga e poter concedere alla famiglia almeno un week end al mare. Un periodo che ci ha visti belli e forti, amanti della vita e orgogliosi della nostra Italianità con le Fiat, le A 112 Autobianchi e Alfa Romeo a invadere le città la sera dell’11 luglio 1982, ma anche a spingere la Fiat 127 nel periodo dell’austerity durante la prima crisi energetica.

Rodolfo Bianchi ha ben pensato, da grande amatore dei motori, di creare un gruppo che porta un nome semplice (in nome omen): Appassionati.

Da tre anni Corleto ospita una gara di velocità in salita, valida per le qualificazioni nazionali ed un raduno che definire fantastico è cosa poca. Perché oltre a sfilare l’orgoglio per la nostalgia di ottant’anni di storia e di pace, perché, ragazzi, diciamocelo, se il boom fu possibile e se l’Italia cresceva, era anche perché aveva archiviato con sguardo proiettato in avanti un conflitto che la vide precipitare e toccare il fondo. E di questi 80 anni di pace non ce ne dobbiamo mai dimenticare e ognuno dovrà sfoderare la nostalgia per la Pace e mai per la Guerra.

Domenica 14 settembre vi erano  81 tra auto e moto d’epoca. E la festa è proseguita, grazie alla Pro Loco ed alla regia del suo presidente, Antony Gallo, che ha apparecchiato la sala del Risorgimento, sotto il Palazzo degli Uffici, con 130 pasti animando la giornata con i suoni dell’organetto di Vito Possidente Animation.

Per le strade di Corleto, ai banconi del Bar, al fresco del Faggio e sotto il tettuccio della stazione rifornimento c’era il mondo narrato da Film cult come On The Road e Easy Rider… ma soprattutto dalle melodie di brani famosi come due ragazzi nel sole, il ragazzo della via gluck, e la luna bussò ma anche, nella versione Woodstock, Light my fire dei DOORS o Satisfation dei Rolling Stones così come Something’s coming one di Joe cocker o  Stairway to Heaven dei Led Zeppelin(…).  Un tripudio di rombo di motori ruggenti, e di odore di benzina e fumi di scarico dalle marmitte.

Un popolo in festa, che espone la sua vocazione all’ospitalità, ed una botta di nostalgia per tutti che ha fatto conoscere queste lande desolate dove il progresso arrivò allora come è arrivato ai giorni nostri.

Il nome più pronunciato a valle dei boccali di birra, dei calici di aglianico e delle scorribande di quadriglie,  polche e Walzer è stato quello di Rodolfo Bianchi, vero appassionato, capace di riunire tutti i Corletani dal cuore alimentato dall’odore di benzene e ancora capace di emozionarsi al suono di un quattro cilindri aspirato che romba come una tigre che non vede l’ora di essere liberata.

Una domenica fantastica a ricordarci che eravamo grandi e ancora possiamo esserlo se recuperiamo la capacità di industriarci e ritornare ad essere costruttori ingegnosi come lo furono i nostri avi.

 

Corleto Perticara 14 settembre 2025

Gianfranco Massaro – Agos

       

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