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L’anno che verrà – 2021

Voltiamo pagina e siamo nel nuovo anno. Nuovo? Basta un nuovo calendario per entrare in un “nuovo” che sia migliore o uguale e, forse, anche peggio di quello che ci lasciamo dietro?

Questo non ci è dato sapere, ma lo possiamo sperare! Lo dobbiamo sperare. Ma lo vorreste come lo abbiamo lasciato ad inizio Marzo? Vogliamo un mondo, una vita, come quella che ci siamo lasciati quando abbiamo scoperto che niente, se non l’abbandono di tutte le nostre abitudini sociali poteva debellare un microscopico organismo maligno? Vogliamo resettare tutto e ritornare al venti Febbraio 2020? Vogliamo ritornare a discutere dei danni che l’uso degli smartphone causano alle nuove generazioni?

I confinamenti ci hanno dato la possibilità di verificare dì per dì che bisogna essere sempre preparati al distacco e trovarsi pronti con un consuntivo lineare e coerente; tessere le lodi del caro amico che ci ha lasciato prematuramente facendo buoni propositi per il futuro è un esercizio cui ognuno di noi , credo, si sia trovato a fare, salvo poi, nel lasso di tempo di pochi giorni, ritornare a correre come prima. Il confinamento, invece, ci ha accompagnato giorno dopo giorno nel capire che un abbraccio, il tempo da dedicare all’amico, alla famiglia ed alle persone care non è mai troppo. Proprio perché non consumandosi nell’arco di una celebrazione funebre, tiene viva la fiammella di tanti insegnamenti che mai avremmo immaginato prima. Abbiamo scoperto l’importanza dello stare insieme quando le circostanze ci hanno costretto a stare soli, abbiamo scoperto l’importanza del dialogo quando le circostanze ci hanno costretto a limitare gli incontri, abbiamo scoperto l’importanza del lattaio sotto casa quando il mondo osannava i grandi centri commerciali. Abbiamo scoperto che il ritmo della vita non lo stabilisce il potere ma una legge superiore, alla quale noi dobbiamo, e non potremmo fare altro, solo obbedire e rispettare. Il Mondo ha reclamato frugalità, ci ha invitato, dopo averlo fatto con alcuni cambiamenti epocali che spesso abbiamo associato alle catastrofi metereologiche, a rallentare ed a non “chiedere oltre ciò che il nostro cuore può amare”. E allora credo che l’auspicio è che l’anno che verrà sia quanto di più normale la natura ci possa offrire, tornando al tempo che ci siamo lasciati alle spalle con rinnovata capacità di rispetto per ciò che la natura ci offre.

E dunque giriamola la pagina del calendario, ma non dimentichiamo l’anno che ci lasciamo alle spalle con la speranza che l’uomo abbia imparato molto da un microorganismo che non risponde alle leggi degli onnipotenti della terra.

Buon anno a tutti i lettori della Gazzetta della Val d’Agri, con l’augurio che sia carico della più speciale normalità.

Gianfranco Massaro – Agos

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