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Arte, Cinema e Tv

“Il ragazzo dai pantaloni rosa”, un film per affermare ciò che siamo davvero

La visione del film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, cui la scuola ha partecipato, ci ha colpito profondamente. Si riferisce ad un fatto realmente accaduto, ossia la storia di Andrea Spezzacatena, un ragazzo di 15 anni che, nel 2012, cercò di affrontare il profondo disagio di integrarsi in un mondo quasi falso, fatto di vuoti clichés e di mode assurde, privo di sentimenti autentici e, soprattutto, di un dialogo vero tra adolescenti, protesi a inseguire falsi idoli di “forza” e di bellezza. Cercò fino alla fine di trovare un posto per sé in quel mondo e, non trovandolo, decise di togliersi la vita. Ci ha trasmesso emozioni molto forti, e il fatto che si trattasse di una storia vera, ha reso il tutto più forte e coinvolgente. La scelta dei pantaloni rosa non è solo un simbolo di coraggio nell’affrontare il giudizio degli altri, ma è la consapevolezza dell’essere, il riconoscere ed affermare ciò che siamo davvero, senza paura. È la lotta costante contro quell’inconcepibile dover adattarsi a ciò che viene imposto da una società meschina e degenere, che non ha permesso ad un giovane ragazzo di continuare a sorridere, che non lo ha compreso, e che lo ha defraudato della sua identità fino alla fine. La frase della madre che si può leggere alla fine del film, cioè “che il sacrificio dell’uno valga il riscatto dell’altro”, vuole essere un grido di speranza e di riflessione. Affinché il dolore di una vita spezzata possa non essere vano, e possa aiutare gli altri a trovare la forza di essere se stessi.

Carolina De Luna

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