Lo scorso 8 agosto, tra le storiche e suggestive mura di Palazzo Gaeta a Pignola, è andato in scena “Psicoluoghi – Mind Experience“, un evento unico nel suo genere che ha saputo trasformare un luogo della cultura e dell’arte Lucano in un palcoscenico di riflessione profonda.
L’opera, scritta, diretta e interpretata da Dino De Angelis, ha trovato in questo antico palazzo, finemente restaurato dal comunale di Pignola, la cornice ideale per un dialogo tra storia e contemporaneità.
Lo spettacolo “Psicoluoghi – Mind Experience” non è una semplice rappresentazione, ma un evento unico nel suo genere. Dino De Angelis, autore, regista e interprete, si definisce un “attore del popolo”, un artista self-made man, e grazie a questa sensibilità, riesce a guardare oltre la superficie della comune evidenza, raccontando persone, territori e sentimenti, attraverso la una profonda prospettiva acquisita da un intenso lavoro intellettuale.
In questa pièce, De Angelis pone al centro della scena la centralità del tempo nell’esistenza umana, oltre ai luoghi che apparentemente attraversa. Dunque non è solo un viaggio ma una riflessione profonda su come il tempo della nostra vita si intrecci in modo indissolubile con il tempo dei luoghi che attraversiamo, lo spettacolo viene vissuto come un’esperienza tra teatro e introspezione.
Il racconto è intenso e intimo, accompagnato da immagini metafisiche che evocano le atmosfere distopiche di De Chirico.
In questo scenario, l’uomo è inseguito e sopraffatto dal proprio tempo, si confronta con la storia dei luoghi visitati: dalle ferite ancora aperte di Amatrice fino alla bellezza di Maratea che affaccia sul Mar Tirreno, ogni spazio diventa un capitolo dell’esistenza.
L’Acqua è il mare, in questo viaggio, assume una simbologia potente, quasi un ritorno al liquido amniotico, un grembo universale in cui riconnettersi con le proprie origini. È in questo fluire che il pensiero dell’attore si fa voce del tempo che scorre e ritorna:
“Tornare indietro è un incontro con il passato. Mi piace trovare le cose cambiate anche quando sembra che restino le stesse. Come le rondini… come le estati. Tornare non è tornare indietro,
è riaprire un cassetto e rimettere a posto ciò che c’era dentro, e poi riandare.”
Il tempo, il mare e la ricerca di un “Altrove”. In questo costante divenire, l’arte e tutto ciò che, De Angelis, definisce – in fondo solo un “maledetto caso”- in questo l’essere umano resta sempre in cammino, alla costante e vitale ricerca di un “Altrove”.
La serata a Palazzo Gaeta si è chiusa in armonia con la mostra internazionale di IncArt (visitabile fino al 10 agosto). L’unione tra lo spettacolo e la mostra rispecchia perfettamente i principi di cui mi sento partecipe : l’arte è il mezzo fondamentale per nutrire i piccoli borghi della nostra terra, rinnovando la nostra identità più vera e il nostro senso del tempo.
Merito all’organizzazione di Dino Ventura di IncArt e all’artista Luigi Marchese, per la potente Mostra internazionale, che con “Psicoluoghi – Mind Experience” hanno trasformato Palazzo Gaeta in un luogo di ascolto.
Un invito a guardare al nostro territorio e a noi stessi con occhi nuovi, ricordandoci che ogni nostro ritorno è, in realtà, la preparazione per una nuova partenza.
La mostra internazionale di IncArt sarà visitabile fino al 10 agosto. I numeri sono stati straordinari e le richieste di prolungamento tante: la proroga, a questo punto, appare probabile.
Carmen De Rosa




