Il Tour Estivo 2026 di “Generazione Cerniera” arriva al giro di boa. Partito il 28 luglio da Villapiana, il viaggio legato al libro di Antonio Candela, Generazione Cerniera. Come trasformare i rischi in opportunità, edito da Ecra, ha già attraversato sei comunità tra Calabria e Basilicata, trasformando ogni presentazione in un momento di confronto sul futuro dei territori.
Villapiana, Satriano di Lucania, Oriolo, Sant’Angelo Le Fratte, San Severino Lucano e Oliveto Lucano sono state le prime tappe di un percorso che ha scelto soprattutto piazze e piccoli comuni per parlare di giovani, aree interne, cooperazione, spopolamento, lavoro, partecipazione e nuove opportunità.
Un tour nato intorno a un libro ma che, incontro dopo incontro, sta assumendo sempre più la forma di un viaggio dentro le comunità.
«Quando abbiamo immaginato questo tour – racconta Antonio Candela – pensavo naturalmente alle presentazioni del libro. In realtà sta accadendo qualcosa di più interessante. In ogni paese il libro diventa quasi un pretesto per fermarsi, ascoltarsi e parlare del futuro. Sto incontrando amministratori, giovani, imprenditori, associazioni, professionisti e cittadini che, pur partendo da luoghi diversi, pongono spesso le stesse domande: cosa possiamo fare per i nostri territori? Come possiamo creare nuove opportunità? Come possiamo convincere un giovane non necessariamente a restare, ma almeno a considerare questi luoghi tra quelli nei quali sia possibile costruire il proprio futuro?».
È proprio questa dimensione ad aver caratterizzato le prime tappe. Ogni comunità ha interpretato Generazione Cerniera attraverso la propria storia e le proprie esigenze, facendo emergere problemi ma anche energie, esperienze e possibilità spesso poco raccontate.
Il filo conduttore resta quello contenuto nel sottotitolo del libro: trasformare i rischi in opportunità.
La “Generazione Cerniera” raccontata da Candela è quella cresciuta tra il mondo analogico e quello digitale, tra le promesse di stabilità del Novecento e l’incertezza del nuovo millennio. Una generazione chiamata oggi ad assumersi una responsabilità ulteriore: mettere in relazione generazioni diverse e accompagnare una transizione nella quale nessuno dovrebbe essere lasciato indietro.
«Non credo che le aree interne abbiano bisogno soltanto di essere raccontate come territori da salvare – continua Candela –. Hanno bisogno di essere riconosciute come luoghi nei quali sperimentare. Dobbiamo avere il coraggio di parlare delle difficoltà, dello spopolamento e della perdita di capitale umano, ma contemporaneamente dobbiamo cercare ciò che può nascere da questi territori. Il rischio più grande sarebbe convincerci che il loro destino sia già scritto».
Dal 23 agosto riparte il viaggio
Dopo la pausa di Ferragosto, il Tour Estivo entra ora nella sua seconda parte.
Si riparte il 23 agosto da San Gregorio Magno (SA), nell’ambito della 33ª edizione di Baccanalia. Seguiranno Grassano (MT) il 26 agosto, Nova Siri (MT) il 29 agosto, Tramutola (PZ) il 30 agosto e Corleto Perticara (PZ) il 7 settembre.
Il viaggio proseguirà poi fuori dalla Basilicata con Trebisacce (CS) il 14 settembre, Perugia (PG) il 16 settembre e si concluderà, secondo il calendario attualmente programmato, a Trieste il 30 settembre.
Un itinerario che dal Mezzogiorno arriverà così fino al Nord-Est, mettendo simbolicamente in relazione territori molto diversi attraverso una stessa domanda sul futuro.
Il calendario, tuttavia, resta work in progress, con la possibilità di aggiungere nuove date e nuove comunità al percorso.
Non un semplice tour di presentazioni
L’obiettivo della seconda parte sarà continuare a sperimentare una formula che ha caratterizzato gli incontri realizzati finora: non presentazioni frontali, ma conversazioni aperte nelle quali il libro dialoga con il luogo che lo ospita.
Ogni tappa diventa così diversa dalla precedente.
Cambiano gli interlocutori, cambiano le storie e cambiano le questioni poste dalle comunità, mentre rimane costante l’idea che il futuro dei territori non possa essere affidato a una singola persona, istituzione o generazione.
Da qui anche il ruolo centrale attribuito alla cooperazione.
«La cooperazione è l’empatia che smette di essere un sentimento e diventa un progetto. Questo viaggio me lo sta confermando. Le comunità che riescono a costruire connessioni tra amministrazioni, cittadini, imprese, giovani e associazioni sono quelle che hanno maggiori possibilità di trasformare una fragilità in un’occasione. Non abbiamo bisogno soltanto di buone idee: abbiamo bisogno di persone disposte a costruirle insieme».
Il giro di boa diventa quindi anche l’occasione per rilanciare il senso dell’intero progetto.
Non portare semplicemente un libro nei comuni, ma portare le comunità dentro il libro, raccogliendo domande, esperienze, visioni e storie lungo il percorso.
Perché, come recita uno dei messaggi che accompagna il Tour Estivo di Generazione Cerniera, ogni comunità ha una storia da raccontare. Ogni incontro può cambiarne il futuro.
Il tour continua. E il calendario resta aperto a nuovi luoghi, nuovi incontri e, soprattutto, nuove opportunità.





