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Lavoro

Val d’Agri, il futuro del lavoro non può aspettare!

La UILM Basilicata sul proprio profilo facebook:

Si chiude un’altra intensa giornata di assemblee nell’indotto ENI di Viggiano. Dopo l’incontro di questa mattina con i lavoratori Effeggi, nel tardo pomeriggio il confronto con i lavoratori NICO.
Due assemblee partecipate, caratterizzate da ascolto, domande, chiarimenti e confronto diretto. Senza fronzoli, senza giri di parole. Perché il nostro compito è stare tra i lavoratori, ascoltarli, rappresentarli e costruire insieme prospettive concrete.
Ma oggi, più che mai, dobbiamo avere la capacità di guardare avanti.
Il futuro delle attività di risanamento ambientale in Val d’Agri non può essere lasciato all’improvvisazione, né possiamo permetterci di affrontare i cambiamenti soltanto quando diventano emergenze occupazionali.
Da mesi chiediamo come Uil la convocazione del Tavolo della Trasparenza, senza che siano ancora arrivate risposte concrete.
Riteniamo necessario che ENI Rewind sottoscriva un rinnovato Patto di Sito, capace di disciplinare in maniera più puntuale alcune specifiche fattispecie, rafforzando le garanzie occupazionali, la continuità lavorativa, i diritti e soprattutto le prospettive future, anche attraverso percorsi di formazione e riqualificazione professionale
Gli accordi sui cambi d’appalto hanno consentito finora di governare le transizioni occupazionali e salvaguardare i lavoratori. Ma oggi questo non basta più. Dobbiamo guardare avanti!!
Vogliamo conoscere gli investimenti futuri, le attività programmate, i livelli occupazionali necessari e, soprattutto, comprendere come accompagnare le lavoratrici e i lavoratori verso le nuove competenze professionali richieste.
Perché una cosa deve essere chiara a tutti: il risanamento ambientale non è manutenzione e la manutenzione non è risanamento. Sono attività differenti, che richiedono professionalità e competenze specifiche, non automaticamente intercambiabili.
Per questo chiediamo l’apertura di un tavolo specifico con ENI ed ENI Rewind, nel quale affrontare concretamente il futuro industriale delle attività, la programmazione degli investimenti, la tenuta dei livelli occupazionali e i percorsi necessari per accompagnare i lavoratori verso nuove opportunità professionali.
Non possiamo limitarci a gestire il presente. Dobbiamo costruire oggi le condizioni per garantire il lavoro di domani.
La riqualificazione professionale non si improvvisa, le competenze non si costruiscono dall’oggi al domani e le transizioni industriali devono essere programmate e governate, non subite.
Arrivare tardi significa rischiare di trasformare un cambiamento industriale in un disastro sociale. E questo non possiamo permetterlo.
Abbiamo il dovere di salvaguardare tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, senza lasciare indietro nessuno.
Perché fare sindacato non significa soltanto difendere il lavoro di oggi, ma avere la responsabilità e il coraggio di costruire quello di domani.
Questo è il nostro impegno. Questa è la nostra idea di rappresentanza.

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La Gazzetta della Val d'Agri
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