Il grido d’allarme che parte dal Sud e che trova voce nelle parole di Marco Zipparri, Sindaco di Marsicovetere non è corporativo, ma sistemico.
Questo accorato appello nasce dalla riflessione condivisa in un post su Facebook, diventando il manifesto di un territorio che non vuole più restare in silenzio.
Quando autotrasportatori, agricoltori e artigiani si fermano, si spezza la catena vitale del Paese. Toccare con mano i prezzi europei (2,49 euro del gasolio, raggiunto in alcuni distributori ) confrontandoli con salari italiani fermi da decenni evidenzia un divario economico ormai insostenibile.
L’inflazione e il caro energia non sono solo numeri su un grafico, ma macigni che schiacciano famiglie, pensionati e imprese.
I Sindaci sono l’ultimo baluardo dello Stato: “Garantire mense, trasporti scolastici, servizi agli anziani e persino alleggerire il peso di tasse locali come la TARI o i costi cimiteriali su pensioni minime significa fare i conti ogni giorno con i margini del nulla”. Eppure, la periferia istituzionale viene spesso ascoltata solo quando la tensione sociale esplode sulle strade.
Il passaggio sugli investimenti statali — 4,5 miliardi in difesa e armamenti contro i 2,5 miliardi nella sanità — tocca il nodo centrale della miopia politica contemporanea. Quando le risorse pubbliche vengono distratte dai bisogni primari dei cittadini (salute, lavoro, territorio), il patto sociale si incrina irreparabilmente.
Il finale assume una densità unica perché firmato da un amministratore che vive nel cuore della Val d’Agri, la terra del più grande giacimento di petrolio e gas su terraferma d’Europa continentale. È la denuncia di territori che estraggono ricchezza energetica per l’intera nazione restando, paradossalmente, tra i più isolati e penalizzati.
In merito a questa profonda contraddizione, lo stesso Marco Zippari sottolinea con amarezza e determinazione:
«Non possiamo più accettare di essere considerati solo un serbatoio di risorse da cui attingere energia e ricchezza, mentre le nostre comunità vengono lasciate sole a
fronteggiare il collasso economico, il caro bollette e l’isolamento. La Val d’Agri e il Sud intero danno l’anima per questo Paese, ma oggi chiedono rispetto, equità e risposte concrete, non briciole. Chi amministra il territorio in prima linea non può più fare i miracoli con i bilanci vuoti mentre lo Stato investe altrove le priorità degli italiani».
In questo scenario si inserisce anche la voce di SVIMAR (Associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno e delle Aree Interne), da sempre vicina alle piccole realtà del Meridione per rompere l’isolamento delle aree interne e denunciare le cause strutturali del declino economico e sociale. Lo slogan “Strong Regions – Strong Europe” riprende esattamente la missione di SVIMAR: – non ci pu essere un’Europa o un’Italia forte se si continuano a dissanguare le regioni che producono energia, cibo e ricchezza, lasciandole sole a fronteggiare le emergenze.-
Il tempo degli annunci è scaduto, quanto rivela a denuncia coraggiosa di Marco Zipparri, con l’impegno quotidiano di SVIMAR al fianco delle comunità del Meridione lanciano un monito chiaro al Governo e all’Europa: non c’è transizione ecologica, non c’è sicurezza energetica, non c’è crescita nazionale possibile se si calpestano le regioni che tengono in piedi l’economia reale del Paese. Le comunità non possono più essere lasciate sole a subire scelte calate dall’alto: servono fatti, non promesse.
È il momento di dare ascolto a chi produce, a chi resiste e a chi non accetta di essere considerato una periferia silenziosa.
Carmen De Rosa
Portavoce SVIMAR
