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Cronache

Trattori in marcia: la Basilicata chiede visibilità e dignità

A cura di:
Nicoletta Montesano

Oggi in Basilicata i trattori sono in marcia tra Matera e Potenza, con soste civili nelle aree di servizio e confronto con le forze dell’ordine.

C’è un paradosso che ogni lucano conosce bene e che oggi diventa insopportabile.

In Basilicata c’è l’oro nero d’Italia: c’è l’Eni a Viggiano, nel Centro Olio Val d’Agri, il più grande d’Europa continentale, e c’è Tempa Rossa della francese TotalEnergies a Gorgoglione.

Da qui, secondo i dati MASE UNMIG, esce oltre l’ottanta per cento del petrolio nazionale: nel 2025 sono tre virgola ventinove milioni di tonnellate su tre virgola ottantanove totali, l’ottantaquattro virgola otto per cento dell’Italia intera.

Eppure, alle pompe dei distributori lucani, agricoltori e cittadini pagano il prezzo più alto d’Italia. Proprio oggi, diciassette ottobre duemilaventisei, il Ministero delle Imprese registra per la Basilicata il record nazionale: gasolio self a due virgola tre zero otto euro al litro e benzina self a due virgola zero sette sei euro al litro, la media più alta tra tutte le regioni italiane.

Quello stesso gasolio che serve per far partire un trattore alle cinque del mattino costa due virgola tre zero euro qui, dove si estrae, contro i due virgola ventitre delle Marche: due euro e quindici in più su un pieno da cinquanta litri, solo per vivere dove c’è il petrolio.

È questa la domanda che oggi i trattori portano sulle strade, da Matera a Potenza, passando per i calanchi: colonne lente, soste civili, niente blocchi selvaggi, un presidio che è un simbolo.

Non è solo una protesta per i prezzi del grano o per la burocrazia europea: è una protesta contro un’ingiustizia territoriale.

Gli agricoltori dicono: estraete sotto casa nostra, ma noi paghiamo di più per lavorare la nostra terra. E chiedono un prezzo equo del gasolio agricolo che tenga conto che questa è terra di estrazione, royalty vere che tornino all’agricoltura, non disperse in mille rivoli, e dignità per chi produce. Perché non si può essere la regione che dà energia all’Italia e poi non riuscire a sostenere i costi per coltivare un campo di grano.

La Basilicata nutre e alimenta l’Italia in due modi: con il cibo e con l’energia. Oggi chiede che l’Italia si ricordi di lei quando si fa il pieno. Con i trattori in marcia, lo sta dicendo in modo civile, ma fermissimo.

È il lavoro che ci nutre davvero e chiede di essere ascoltato immediatamente.

Questa è
LA VERGOGNA MADE IN LUCANIA.

Siamo arrivati nuovamente all’estremo caos. TOTAL, TotalEnergies ed ENI CI DEVONO DELLE SCUSE IMMEDIATAMENTE E DARE AI LUCANI TUTTO GRATIS.

LORO VIVONO della nostra pazienza ancora per qualche giorno.

Poiché i produttori verranno davanti ai cancelli e non lasceranno più uscire un litro di PETROLIO GREZZO.

Poiché a TARANTO LE PROTESTE CONTINUERANNO AD OLTRANZA.

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