Lavoro e Salute

Vigilia ripartenza ristoranti al chiuso: manca personale


Alla vigilia della sospirata ripartenza con il servizio ai tavoli al chiuso, da noi essenziale per le condizioni meteo di questi giorni decisamente poco primaverili e per la diffusa indisponibilità di disporre di spazi all’aperto, un ristorante su tre e un albergo su cinque è sempre alla ricerca di personale. Secondo Fipe-Confcommercio complessivamente  mancano all’appello circa 150mila lavoratori. In Basilicata i posti offerti tra specializzati e non, sia in cucina che per i servizi al tavolo  sono tra i 100 e i 150 a cui si aggiunge almeno il triplo di personale stagionale che serve alle strutture ricettive. In particolare – prosegue Fipe – stiamo parlando dei 120mila professionisti a tempo indeterminato che nel corso dello scorso anno, a causa dei troppi impedimenti imposti alle nostre attività, hanno preferito cambiare lavoro e interrompere i loro contratti. Si tratta di cuochi e bar tender di lunga esperienza, attorno ai quali, spesso, sono state costruite intere imprese. A questi si aggiungono altri 20mila lavoratori che lo scorso anno lavoravano a tempo determinato e che oggi, anche alla luce dell’incertezza sul futuro, potrebbero preferire strumenti di sostegno al reddito, invece di un vero impiego”. “Per invertire questo trend e rendere nuovamente la ristorazione attrattiva soprattutto per le figure più professionalizzate, è importante che la politica dia un segnale di fiducia, ribadendo che il processo di riapertura sarà irreversibile”.

“La Federazione Italiana Cuochi e gli Istituti Alberghieri – dice Michele Tropiano, Federalberghi – ci stanno dando una grossa mano ma troppi colleghi ancora lamentano difficoltà a reperire personale persino camerieri. Diventa complicato in questo modo programmare la stagione turistica per l’estate”. Intanto Federalberghi guarda allo strumento dei bonus vacanze. Quasi 2 milioni le famiglie che hanno ottenuto il bonus vacanze nel 2020 ma che non lo hanno ancora speso. Per un controvalore che si aggira intorno ai 500 milioni di euro. A loro si rivolge la possibilità, introdotta con il decreto Sostegni bis (Dl 73/21), di utilizzarlo anche presso agenzie di viaggio e tour operator, e non più solamente presso le strutture ricettive aderenti all’iniziativa. L’ampliamento delle modalità di utilizzo del bonus risponde alla necessità di spingere le famiglie beneficiarie a spenderlo. In Basilicata lo scorso anno i bonus erogati non hanno superato le 2 mila unità per meno di 1 milione di euro.

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