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A Viggiano simulato un terremoto di magnitudo 7. Il test si è concluso ieri alle 13


Il terremoto è di quelli forti, magnitudo 7 (poco meno di quello verificatosi in Messico lo scorso 19 settembre) ed è stato registrato alle 12 di ieri, venerdì 27 ottobre, nella Val d’Agri. Epicentro individuato a circa 5 chilometri ad ovest, tra Viggiano e Villa d’Agri, con una profondità di circa 10 km.Per fortuna si tratta di un allarme «falso», necessario però per far partire l’esercitazione di Protezione civile denominata Cambascal (Campania, Basilicata, Calabria) che da alcuni anni il Gruppo lucano, insieme con le amministrazioni comunali, porta avanti per sensibilizzare cittadini e istituzioni sul rischio sismico.

L’operazione, realizzata con il massimo realismo e coordinata da Peppino Priore, presidente del Gruppo lucano di Protezione civile, ha coinvolto una sessantina di comuni delle tre regioni, alcuni dei quali classificati secondo l’attuale normativa in zona S3, quella a più alto rischio. Il Comune di Viggiano ha aperto, ieri mattina, il Centro operativo comunale (Coc). È stata aperta anche la Sala operativa regionale della Protezione civile, mentre il Dipartimento nazionale ha attivato il Comitato operativo a Roma. La Prefettura di Potenza ha aperto il Ccs, Centro coordinamento soccorsi. Duecento uomini, tra volontari, vigili del fuoco, tecnici e uomini delle forze dell’ordine si sono mobilitati come in caso di un vero sisma. Il Gruppo lucano ha infatti scelto la Basilicata e in particolare una delle sue zone più sismiche, la Val d’Agri, per testare le capacità di reazione del sistema di intervento, a Roma, come a Potenza e sui comuni.

L’esercitazione si chiama magnitudo 7 proprio perché le squadre hanno simulato gli interventi da mettere in campo a fronte di un evento di quell’intensità. Che è simile a quello del terremoto verificatosi in quell’area nel 1857 che provocò oltre 10 mila vittime. Gli uomini della protezione civile hanno montato tre campi, tendopoli, infermerie, cucine mobili, pompe d’acqua, proprio come avviene in caso di calamità naturali. Poche ore prima il terremoto era arrivato davvero. Una scossa sismica di magnitudo 3. 8 aveva, infatti, interessato, alla mezzanotte e trentotto, la zona del Vallo di Diano, in provincia di Salerno, non lontano dal confine con la Basilicata. Ma per fortuna gli uomini della Protezione civile non sono dovuti intervenire perché la scossa non ha provocato danni. Tornando al sisma finto, il test è durato due giorni e si è concluso ieri alle 13:00  con altre simulazioni.

FONTE. PINO PERCIANTE – LA GAZZETTA DELMEZZOGIORNO

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