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Viggiano, al via la XXXI edizione del Festival internazionale del Folklore. Presentazione del CD “E ancora tu..”del gruppo folk “Lu Chicchiricchì”


E’ la testimonianza di un’identità passata che ancora vive, tramandando di generazione in generazione tutto ciò che è tradizione viggianese, dal culto della Madonna nera all’Arpa e le zampogne dei tanti musicisti e artigiani locali. Tutto questo è il  gruppo folk di Viggiano “Lu Chicchirichì” con il suo Festival Internazionale del Folklore che quest’anno è giunto alla sua 31esima edizione. E’ da quarantacinque anni che il gruppo folk di Viggiano “Lu Chicchirichì” è, soprattutto, motivo di integrazione sociale dove bambini e adulti, salvaguardano il patrimonio immateriale di Viggiano. Il festival internazionale aprirà i “battenti” domani, 11 agosto, con gruppi provenienti dall’Argentina, Perù, Bolivia, Ucraina e Italia. Una grande festa coinvolgente che avrà tra le novità quella della presentazione dell’ultimo lavoro discografico “E ancora tu”,  de “Lu Chicchiricchì” .



La manifestazione si svolgerà sotto le stelle, nella nuova “arena” Pisciolo, con un programma entusiasmante, alle 16 e 30 ci sarà la presentazione del CD e dalle 18 in poi, i gruppi porteranno folclore nei vicoli del paese per riunirsi poi alle 20.00 nei pressi della Basilica Pontificia, dove dopo la benedizione sfileranno dirigendosi verso la location Pisciolo, dando l’avvio al grande spettacolo. “E ancora tu” è un progetto musicale realizzato – spiega il presidente del gruppo folk, Giuliano Ierardi –  al fine di far rivivere alcune circostanze del nostro territorio. Infatti nel Cd si trovano musiche e testi tradizionali e inediti, musicalmente folclorici ma delicatamente – evidenzia il presidente –  contaminati con lo scopo di rendere il disco più ascoltabile anche per i più giovani”. “La scelta dei brani è stata studiata per raccontare – continua Ierardi –  le nostre tradizioni e quindi canti mariani, serenate, ninne nanne, tarantelle, canzoni a sfottò, il come crescere una volta ed infine la libertà di espressione. Il tutto ovviamente suonato con strumenti musicali tradizionali”.

Per il presidente de “Lu Chicchirichì” “è capire quanto amiamo la nostra terra, che l’evolversi non significa dimenticarne o rinnegare ma riconoscerne le trasformazioni, il folclore, la vera identità di un popolo, è quella che resiste alle continue trasformazioni. Il tempo passa – aggiunge –  ma amare le proprie radici, i luoghi, i colori, saranno le cose più che ci faranno commuovere e quindi essere felici, senza mai dimenticare la nostra appartenenza ma essere orgogliosi di tutto quello che è il folklore viggianese”.

Angela Pepe

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