Lavoro e Salute

Verifica LEA (livelli essenziali di assistenza): la Basilicata ancora troppo indietro


“L’adempienza che la Basilicata fa registrare nel monitoraggio relativo alla capacità di assicurare ai propri cittadini i livelli essenziali di assistenza (LEA) non deve dare luogo a facili entusiasmi. Il punteggio finale pari a 173, di soli 3 punti superiori alla dato relativo al 2015, è però inferiore di ben 4 punti rispetto a alla valutazione relativa all’annualità 2014. L’insoddisfazione è dovuta al fatto che la Basilicata è appena 10 punti al di sopra dell’ultima tra le regioni adempienti, la Sicilia, e a distanza di ben 35 punti dalle regioni al vertice della classifica, quali Veneto, Toscana e Piemonte”.

E’ quanto dichiara, in una nota, il consigliere regionale Michele Napoli sulla base del documento ”Monitoraggio dei LEA-Metodologia e risultati dell’anno 2016” pubblicato dal Ministero della Salute e relativo alla capacità delle regioni italiane di garantire ai cittadini determinati standard qualitativi di assistenza sanitaria.

Il Rapporto – spiega Napoli – analizza le performance dei sistemi sanitari regionali e lo fa monitorando e valutando 33 indicatori, quali la percentuale di copertura vaccinale, l’adesione agli screening, le misure di prevenzione veterinaria, la percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata, la percentuale di ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza, la percentuale di parti cesarei, la percentuale di pazienti con frattura del femore operati entro 2 giorni e l’efficacia del sistema di emergenza-urgenza, che rappresentano situazioni reali in grado di incidere sulla vita quotidiana dei cittadini”.

“L’istantanea che emerge – aggiunge Napoli- è quella di una regione che fa registrare buoni risultati per quanto riguarda le misure di prevenzione, come lo screening e la copertura vaccinale, ma che deve migliorare molto con riguardo tanto all’assistenza ospedaliera, si pensi alla percentuale di tagli cesarei sul totale dei parti e anziani con frattura del femore operati entro 2 giorni, quanto alla dimensione territoriale dell’assistenza, basti pensare ai posti letto per anziani e disabili in strutture residenziali e semiresidenziali”.

“Il dato più preoccupante – continua il Vice presidente del Consiglio regionale – riguarda il sistema emergenza-urgenza, con la Basilicata che fa registrare la peggiore performance d’Italia: l’intervallo di tempo, ben 25 minuti, che intercorre tra la chiamata al 118 e l’arrivo sul posto del primo mezzo di soccorso è inaccettabile”.

“Una vera e propria spada di Damocle – conclude Napoli – soprattutto per quanti soffrono delle cosiddette patologie tempo dipendenti, si pensi all’inctus o all’infarto, che rappresenta da anni una delle maggiori criticità del nostro sistema sanitario e che la Giunta regionale non riesce proprio a superare”.

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