Cronache

Vaccini anti-covid: qualcuno apra un’inchiesta sulle autorizzazioni concesse a Pfizer, Moderna e Astrazeneca


Nel ribadire che ci sono buone, ottime ragioni per dubitare dell’efficacia e dell’utilità dei vaccini anti Sars-Cov2 (Pfizer, Moderna, Astrazeneca), autorizzati dopo enormi pressioni esercitate dai governi su Ema e organi di controllo, tocca farsi qualche domanda sulla decisione di riservare il vaccino Astrazeneca a insegnati e forze dell’ordine che rientrino nella classe d’età 18-55 anni.

Intanto qualche utile informazione preliminare.

In base ai dati forniti dall’ISS, negli ultimi 12 mesi il tasso di letalità complessivo nella classe d’età 0-59 anni è dello 0,21%. Entrando ulteriormente nel dettaglio, su 1.811.084 casi Sars-Cov2, censiti nella sopra citata classe di età, sono stati registrati 3820 decessi.

Una qualche riflessione, aggiungo, andrebbe riservata anche ad altre informazioni che in questi mesi sono state negate ai cittadini di questa nostra sgangherata Repubblica.

Penso ad esempio al report licenziato in data 27 gennaio 2021 dall’Istituto Superiore di Sanità intitolato “Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da Sars-Cov2 in Italia”.

Nel sopra citato documento, l’ISS tra l’altro scrive: “Al 27 gennaio 2021 sono 941, dei 85.418 (1,1%), i pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 234 di questi avevano meno di 40 anni (138 uomini e 96 donne con età compresa tra 0 e 39 anni). Di 52 pazienti di età inferiore a 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche; degli altri pazienti, 147 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e 35 non avevano diagnosticate patologie di rilievo”.

Al punto 4 del report in oggetto vengono evidenziate, poi, ulteriori informazioni, che pur dovrebbero indurre a una qualche riflessione. L’ISS effettua una indagine a campione su 6381 decessi attribuiti al Sars-Cov2 e dall’indagine emerge quanto segue: “Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,6 (mediana 3, Deviazione Standard 2,1). Complessivamente, 196 pazienti (3,1% del campione) presentavano 0 patologie, 772 (12,1%) presentavano 1 patologia, 1185 (18,6%) presentavano 2 patologie e 4.228 (66,3%) presentavano 3 o più patologie”.

 

Ciò detto e ribadito che ci sono ottime ragioni per sollevare dubbi su efficacia e utilità di tutti i vaccini autorizzati, in relazione all’ultimo arrivato, cioè il vaccino Astrazeneca, ritengo necessario formulare alcune considerazioni.

Come risulta evidente, la letalità nella classe di età 0-59 anni è prossima allo zero e di certo è zero in alcune classi di età. Ciononostante, in base a non so quali considerazioni scientifiche, si è deciso di riservare l’inoculazione del vaccino Astrazeneca, la cui efficacia dichiarata dall’azienda è del 59%, a forze dell’Ordine e insegnanti rientranti nella classe di età 18-55 anni.

Non starò a chiedermi perché l’azienda produttrice abbia sperimentato il suo vaccino solo su una fascia di popolazione che, di tutta evidenza, è soggetta a un rischio risibile.

Nemmeno sottolineerò che in base ai dati disponibili non si è affatto certi che la somministrazione di questi vaccini (tutti) blocchi la trasmissibilità del virus.

Molte altre sarebbero le domande da porre e i dubbi che emergono.

Intanto affermo che trovo a dir poco indecente la scelta di riservare il vaccino Astrazeneca a insegnati e forze dell’Ordine.

Indecente alla luce di ciò che è noto, o dovrebbe esserlo, anche la pretesa di rendere obbligatoria la vaccinazione per alcune categorie, e poi magari per tutti, avanzata da alcuni virologi a gettone che pontificano a reti unificate e in assenza di contraddittorio.

Credo che oggi più che mai occorra far chiarezza su alcune opacità. Gioverà non dimenticare che questa partita dei vaccini è una partita multimiliardaria. Gioverà altresì ricordare a tutti ciò che è stato taciuto: il Consiglio d’Europa ha affermato a chiare lettere che nessuno può essere discriminato se deciderà di non vaccinarsi e che gli Stati dovrebbero informare anche sul non obbligo, anziché minacciare i propri cittadini di ritorsioni.

 

Di Maurizio Bolognetti, segretario di Radicali Lucani e collaboratore di Radio Radicale

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