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USA, tra bonus e vaccini: Il caso dello Scarlet Pearl Casino Resort

Se da questa parte del mondo l’Europa arranca contro il Covid, dall’altra parte dell’oceano gli Stati Uniti corrono. Su un totale di 331 milioni di abitanti, il 31% circa è stato interamente vaccinato contro il coronavirus. Mentre addirittura il 44% ha ricevuto almeno una prima dose (fonte CDC, Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie). E, qualora non fosse già abbastanza, il presidente Joe Biden ha annunciato che entro la fine di maggio gli USA avranno a disposizione un numero di dosi sufficiente a immunizzare l’intera popolazione. Con tre mesi di anticipo rispetto alle previsioni iniziali.

Un traguardo simile, in Italia, sembra purtroppo ancora molto lontano. Un po’ per i ritardi nella consegna delle dosi. Ma un po’ anche per la lentezza della campagna vaccinale, più in alcune regioni che in altre. Durante il primo fine settimana di maggio, le persone vaccinate nel nostro Paese sono poco più del 10%. Con il numero di prime dosi somministrate che ancora non supera il 23% della popolazione.

Detto questo, prendiamo in esame i seguenti aspetti:

  • Negli Stati Uniti c’è anche chi ha puntato a un bonus in busta paga da corrispondere a chi si vaccina. È quanto succede in un settore, quello dell’hospitality & leisure, pesantemente colpito dall’emergenza epidemiologica.
  • In Italia si potrebbe pensare di arrivare a proporre qualcosa di simile per accogliere i clienti e lavorare in sicurezza. Magari sospendendo o modificando il cashback di Stato.

Lo Scarlet Pearl Casino Resort e il bonus vaccino da 150 dollari (a dose)

Oltre che ai vaccini, l’attenzione di tutto il mondo si rivolge da tempo alle possibili riaperture. Imprenditori di ogni comparto produttivo aspettano con fiducia che i propri dipendenti e collaboratori siano vaccinati. Proprio a questo riguardo ha fatto recentemente notizia l’iniziativa dello Scarlet Pearl Casino Resort di D’Iberville, nello Stato del Mississippi.

I dirigenti della sala da gioco statunitense hanno pensato che vaccinare lo staff fosse il migliore investimento che potessero fare. Anche perché l’immunità sembra essere l’unica arma con cui affrontare la cresciuta concorrenza dell’online. Come si legge su questa pagina, le più importanti piattaforme di gioco offrono oggi bonus casinò convenienti e vantaggiosi. Un modo semplice e pratico per diventare un punto di riferimento degli appassionati del gioco d’azzardo.

Prima di riaprire i casinò, negli Sati Uniti è previsto che i direttori e il personale siano vaccinati contro il Covid. Con le chiusure e le restrizioni dettate dall’emergenza pandemica, pertanto, è facile intuire quanto l’online abbia avuto vita facile.

Per poter tornare a riaprire, il CEO dello Scarlet Pearl Casino Resort ha così deciso di offrire un incentivo monetario a tutti i dipendenti che si sottopongono al vaccino anti Covid. I lavoratori della sala da gioco si troveranno 150 dollari in più nella busta paga per ogni dose di vaccino ricevuta. Il che significa che, qualora ricevessero due dosi, potrebbero arrivare a guadagnare 300 dollari tondi tondi (250 euro circa).

Oltreoceano l’iniziativa del casinò è stata accolta positivamente, in vista del tanto agognato ritorno alla normalità. Quello che ci chiediamo è se possa in qualche modo avere senso pensare a una misura del genere anche nel nostro Paese.

Bonus economico pro-vaccini: in Italia è possibile?

In Italia, già alcuni mesi fa, era stata avanzata l’ipotesi di indennizzare tutte le persone che si sarebbero vaccinate. L’idea era quella di dare una sorta di riconoscimento per aver contribuito a diminuire il rischio di contagio dell’intera popolazione. Si pensava, più in pratica, a un sistema premiante che avrebbe preso il posto del cashback di Stato.

L’idea del bonus vaccino, o di un rimborso successivo, è rimasta però solo sulla carta. Anche perché, bisogna dirlo, nel nostro Paese il numero di dosi pervenute non è ancora sufficiente a garantire la copertura necessaria per intraprendere questo genere di iniziative. Quello che si è fatto in Italia è diverso, ma comunque efficace in ottica del raggiungimento dell’immunità di gregge.

Le Regioni, con modalità diverse l’una dall’altra, erogano un’indennità a tutti i medici di base che si mettono a disposizione per somministrare il vaccino ai loro assistiti. Lo scopo è quello di dare una consistente accelerata alla campagna di immunizzazione, proteggendo prima di tutto le persone più fragili. I medici del Lazio, per esempio, ricevono fino a 900 euro di contributo per vaccinare i propri corregionali over 80.

Non si parla però di incentivi che possano in qualche modo convincere gli indecisi e coloro che ripongono poca fiducia nei vaccini. Secondo un’indagine recente, soltanto il 57% degli Italiani sarebbe disposto a vaccinarsi. Una percentuale troppo bassa se si pensa che, per raggiungere l’immunità di gregge, bisognerebbe raggiungere non meno del 75% della popolazione immunizzata.

Iniziative come quella portata avanti dallo Scarlet Pearl Casino Resort possono contribuire alla ripresa del settore dell’ospitalità. In Italia, tuttavia, il numero di vaccini a disposizione è ancora troppo basso per sostenere questo genere di proposte. L’obiettivo di immunizzare tutta la popolazione, partendo dalle categorie che hanno la priorità, non è ancora vicino.

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