Unione per la difesa dei Consumatori: “maggiore attenzione alla Val d’Agri e tamponi per chi è in trincea”

“È necessario non abbassare la guardia con l’avvio della cosidetta Fase2 di contrasto alla pandemia da Covid-19 e garantire sicurezza sanitaria in regione, soprattutto nelle aree in cui i dati non sono confortanti”.

A dichiararlo è il Presidente regionale dell’ U.Di.Con. (unione per la difesa dei consumatori) Severino Notarfrancesco che fa riferimento in particolare ai casi positivi riscontrati sugli operatori Asp della Valle dell’Agri. Si tratta di “una realtà che da tempo risulta abbandonata dalla politica locale e per la quale invece l’U.Di.Con. chiede maggiore attenzione. Innanzitutto- dice il Presidente regionale dell’associazione- occorre agire con senso di responsabilità in un momento delicato quale quello dell’avvio della Fase2 e  sottoporre a controlli e tampone  tutti gli operatori della struttura sanitaria locale per evitare ulteriori contagi. Si è perso tempo- aggiunge Notarfrancesco- perché probabilmente si è sottovalutato il problema pensando che la Basilicata fosse indenne dal contagio, ma a due mesi di distanza dalla diffusione del virus se ne pagano le conseguenze in un’area che ha già contato cinque morti, una sessantina di contagi e che ha avuto zone rosse fino a fine aprile”.

Per il Presidente regionale, “occorre agire di testa e non di istinto, facendo celermente i tamponi anche sugli asintomatici che lavorano presso le strutture della Asp e su tutti quelli che operano in trincea perché da loro potrebbe partire un nuovo focolaio, essendo proprio gli asintomatici il maggior veicolo di contagio”. Proprio sull’Ospedale di Villa d’Agri, va sottolineato il malcontento delle popolazioni dell’area che si sentono beffate

dalla politica regionale che, invece di potenziare la struttura ha consentito che ci fosse una riduzione ed uno smantellamento di presidi importanti. Va ricordato che al momento insiste solo un presidio di pronto soccorso e che da tempo manca invece il punto nascita che è di vitale importanza per le gestanti dell’area costrette oggi a recarsi a Potenza tra mille difficoltà e soprattutto, in questo momento, tra ingenti preoccupazioni per l’emergenza Covid.

Quanto all’avvio della fase di convivenza sociale con il virus, dall’U.di.Con. Basilicata si sottolinea che “sarebbe stato forse più opportuno rimandare di almeno altre due settimane l’avvio di alcune attività per evitare l’insorgere di ulteriori problemi sanitari. Di contro, c’è da pensare invece all’aspetto economico di attività e di specifiche categorie di lavoratori. Si pensi, ad esempio ad ambulanti, commercianti, artigiani, titolari di paninoteche mobili, ai lavoratori dello spettacolo e a chi gestisce attività estive che, non avendo certezze sul futuro, continuano a rimanere in standby. Una situazione delicata perché con i 600 euro dello Stato, questi lavoratori non riescono certamente a fronteggiare la crisi scatenata dal Covid-19, vivendo di stagionalità e di incasso giornaliero che inevitabilmente è venuto e verrà a mancare. È proprio su questi lavoratori che la Regione Basilicata deve far sentire la propria voce, cercando ulteriori garanzie- conclude Notarfrancesco- e realizzando un piano concreto per la ripartenza di tutte le attività in osservanza delle regole per la tutela della salute pubblica”.

 

“Fase 2” – Domande frequenti sulle misure adottate dal Governo

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